Nuova legge sugli affitti: piú diritti e garanzie per gli inquilini
In vigore dal 1 Maggio 2026, il Renters' Right Act abolisce lo sfratto senza motivo e sostituisce i contratti esistenti.
Con l’entrata in vigore del Renters’ Rights Act, a partire da venerdi 1 Maggio 2026 cambia, radicalmente, il diritto immobiliare nel Regno Unito.
Una riforma attesa da anni, che ridisegna completamente il rapporto tra proprietari e inquilini nel Regno Unito, finora eccessivamente sbilanciato a favore dei possessori di immobili. Il Renters’ Rights Act impone maggiori regole e vincoli per i proprietari (landlords), garantendo più stabilità e sicurezza per chi affitta (tenants).
La nuova legge sostituisce le Assured Shorthold Tenancies, i contratti standard che per decenni hanno governato il mercato privato, tipicamente con una durata fissa di uno o due anni. Da ora in poi, tutte le locazioni diventano contratti a tempo indeterminato, senza una data di scadenza.
Per gli inquilini significa soprattutto una cosa: fine degli sfratti senza motivo (‘no fault eviction’), noti anche come “Section 21”. Una procedura che permetteva al proprietario di riprendere possesso dell’immobile senza dover offrire alcuna giustificazione, generalmente con un preavviso di soli due mesi.
Con il Renters’ Rights Act, i proprietari potranno sfrattare un inquilino soltanto con una motivazione legale come il mancato pagamento dell’affitto o comportamento antisociale, oppure se intendono tornare a vivere nell’immobile o venderlo.
La motivazione deve essere reale, documentabile e difendibile in tribunale. In caso di contestazione, sarà un giudice a decidere. Il preavviso dovrà essere di quattro mesi, e non potrà essere dato durante il primo anno di affitto.
La riforma regola anche gli aumenti degli affitti cancellando le clausole contrattuali precedentemente concordate. I proprietari potranno aumentare l’affitto solo una volta l’anno, con almeno due mesi di preavviso. L’aumento dovrà essere proposto seguendo una procedura formale e dovrà riflettere il “valore di mercato”: se l’inquilino ritiene che l’aumento sia eccessivo, potrà rivolgersi a un tribunale indipendente per contestarlo.
La nuova legge vieta anche le cosiddette ‘bidding wars’, le aste al rialzo che spesso costringevano i tenants a pagare un canone piú elevato per assicurarsi il contratto. Ai proprietari di case sarà vietato accettare offerte superiori al valore pubblicizzato dall’agenzia immobiliare.
Tra le novità più curiose — ma non banali — c’è anche il diritto degli inquilini a tenere in casa un animale domestico: il proprietario non potrà più opporsi automaticamente, ma dovrà motivare un eventuale rifiuto.
La riforma avrà impatto su un quinto della popolazione britannica, si calcola che nel paese ci siano 11 milioni di affittuari e 2.3 milioni di proprietari. Un numero che è aumentato costantemente negli ultimi decenni, a partire dalla liberalizzazione introdotta da Margaret Thatcher nel 1988 e al prosperare dei mutui “buy-to-let”, che hanno reso facile comprare un immobile per poi affittarlo.
Le implicazioni di questo cambiamento epocale voluto dal governo Starmer si capiranno meglio solo nei prossimi anni.
Da un lato, è indubbio che gli inquilini guadagnano sicurezza e strumenti di tutela, una conquista importante soprattutto in una piazza difficile come quello londinese; dall’altro, i proprietari vedono ridursi la flessibilità e la liquidità dell’investimento, con il rischio di spese legali e tempi lunghi per riprendere possesso dell’immobile (come scrive il Times, in UK le cause di sfratto impiegano in media otto mesi per arrivare in tribunale).
A queste condizioni, molti landlords potrebbero decidere che non vale piú la pena affittare il proprio immobile e decidere invece di venderlo. Un fenomeno che avrebbe l’effetto di ridurre il numero di case disponibili sul mercato, aumentando i costi degli affitti, l’esatto opposto di quello che la legge vuole raggiungere.
Sullo sfondo rimane, irrisolto, il problema di fondo: la mancanza di un numero di alloggi adeguato per la popolazione del Regno Unito, e in particolare a Londra.
Per quello, non basterà una legge.
Festival italiano a Brighton
Durerà tutto il mese di Maggio la seconda edizione del Brighton Italian Festival, una kermesse ‘fringe” interamente dedicata alla musica, cibo e cultura italiana.
Lo abbiamo presentato in questo articolo.
In breve
Il giornalista e conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani sarà in scena a Londra all’O2 Shepherd’s Bush domenica 10 maggio con lo spettacolo “Via Crux”.
Stephen Hickey è stato nominato nuovo Ambasciatore del Regno Unito in Italia.
Fino al 21 maggio, alla Trinity Fine Art Gallery sono in mostra una serie di fotografie di Marco Delogu ispirate ai ritratti di Antonello da Messina.
In seguito all’attacco di Golders Green, il livello di allerta del Regno Unito è passato da “substantial” a “severe”, il che significa che un attacco terroristico è probabile nei prossimi 6 mesi.
Strano ma vero: in Galles, un fiume si è spostato di trenta metri (BBC).
Una nuova opera di Banksy è apparsa a Waterloo Place, nel cuore di Westminster: un uomo in abito elegante che avanza reggendo una bandiera che gli copre il volto.
Appuntamenti
30 Aprile - 4 Maggio 2026 - Sicily Fest (Business Design Centre)
9 Maggio 2026 - Ligabue (O2 Shepherd’s Bush)
10 Maggio 2026 - Giuseppe Cruciani “Via Crux” (O2 Shepherd’s Bush)
14-16 Maggio 2026 - Natale in Casa Cupiello (London Oratory)
26 Maggio 2026 - Marco Travaglio (O2 Shepherd’s Bush)
27 Maggio 2026 - Dardust (The Courtyard Theatre)
31 Maggio 2026 - Federico Buffa (EartH Theatre, Hackney)
7 Giugno 2026 - Mario Biondi (Theatre Royal Drury Lane)
10-11 Luglio 2026 - Ludovico Einaudi & Band (The O2)
18 Luglio 2026 - Italy Run (Victoria Park)
28 Ottobre 2027 - Laura Pausini (Royal Albert Hall)



