Le nuove regole per entrare in UK
Dal 25 febbraio, obbligatorio avere l'ETA (per i non britannici) e passaporto UK per chi ha doppia cittadinanza.
A partire dalla prossima settimana, entrare nel Regno Unito diventa piú complicato. Vediamo come.
CITTADINI ITALIANI
Dal 25 febbraio 2026, gli italiani che intendono recarsi nel Regno Unito per turismo o per soggiorni di breve durata (fino a un massimo di 6 mesi) dovranno necessariamente essere in possesso di un’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA, Electronic Travel Authorisation).
L’obbligo di ETA era stato introdotto già lo scorso anno (aprile 2025), ma in modo “soft”, con un certo grado di tolleranza. Dalla settimana prossima termina il periodo di rodaggio del sistema e l’obbligo diventa stringente. Le compagnie aeree saranno tenute a verificare i documenti prima della partenza, e non faranno imbarcare sui voli dall’Italia verso il Regno Unito i viaggiatori sprovvisti di ETA.
L’autorizzazione a viaggiare si richiede online tramite l’app ufficiale UK ETA o sul sito www.gov.uk/ETA e ha attualmente un costo di £16. La decisione in genere arriva nel giro di pochi minuti, ma l’Ambasciata UK in Italia consiglia di richiederla con tre giorni lavorativi di anticipo, nel caso fossero necessarie verifiche supplementari.
L’ETA è associata al proprio passaporto italiano e ha una durata di due anni o fino alla scadenza del passaporto, qualora la validità residua del documento sia inferiore a due anni.
Il provvedimento non riguarda solo gli Italiani. L’obbligo di ETA si applica ai visitatori di 85 nazionalità, inclusi i cittadini di San Marino e quelli degli altri paesi dell’Unione europea (Irlanda esclusa), Stati Uniti e Canada.
Fanno eccezione gli italiani che si recano in UK per studio o lavoro. Per loro continua a essere invece indispensabile fare richiesta di un relativo Visto elettronico (eVisa).
DOPPIA CITTADINANZA
Qui le cose si complicano, inaspettatamente.
Come abbiamo spiegato in un precedente articolo, dal 25 febbraio chi possiede la doppia cittadinanza italiana e britannica dovrà obbligatoriamente avere un passaporto britannico o un “Certificate of Entitlement” del costo di 589 sterline per entrare nel Regno Unito.
I doppi cittadini, minori inclusi, non potranno più usare il passaporto italiano alla frontiera, come hanno fatto finora, e non possono richiedere l’ETA, riservata a chi non è cittadino UK. Un catch-22 che li vedrà paradossalmente in una condizione peggiore rispetto a chi ha soltanto una nazionalità estera.
Introdotta senza preavviso, la nuova regola colpisce in modo particolare chi risiede, o si trova momentaneamente all’estero. Queste persone si trovano ora nella situazione paradossale di non poter rientrare nel Regno Unito pur avendone la cittadinanza, magari dalla nascita. Persino chi ha il passaporto UK può trovarsi in difficoltà se lo ha lasciato a casa, preferendo viaggiare con quello dell’altra nazionalità.
Confusione e incertezza per molti (sono oltre 1.2 milioni i britannici che vivono all’estero), ma anche in questo caso sembra si potrà godere di un periodo di tolleranza.
Secondo il Times, Ryanair consentirà l’imbarco ai cittadini con doppia nazionalità anche senza passaporto UK, se sono in grado di dimostrare con altri mezzi di essere britannici. Anche altre aerolinee, ha rivelato l’Independent, sono pronte a imbarcare i passeggeri senza passaporto britannico, dopo avere ricevuto indicazioni in tal senso dal governo.
“Non riesco a immaginare che a un passeggero venga detto: “Non puoi entrare in UK perché sei britannico” ha scritto ironicamente Simon Calder, il piú importante travel journalist del paese, ipotizzando che molti di loro per rientrare nel paese faranno comunque l’ETA (anche se teoricamente non gli è possibile), contando sulla mancanza di comunicazione tra i vari dipartimenti del governo.
“Qualche trasgressore potrà essere identificato alla frontiera, quando un agente della UK Border Force decide di esaminare il loro passaporto” ha continuato Calder. ‘Ma la maggior parte di coloro che decideranno di violare le regole probabilmente la farà franca passando rapidamente attraverso gli eGate.”
SETTLED STATUS
Gli unici per i quali non cambia niente (almeno per ora) sono i cittadini europei in possesso del Settled Status, che non hanno preso la cittadinanza britannica. Una decisione che, oggi, li mette al riparo da queste novità.
Tutti loro potranno continuare a muoversi tra i due paesi usando unicamente il passaporto italiano o la carta d’identità italiana, se registrata sul proprio profilo EUSS sul sito del governo britannico, senza bisogno di richiedere l’ETA o dotarsi di un secondo passaporto.
Se avete la doppia cittadinanza ma siete privi di passaporto britannico, fateci sapere come vi siete organizzati e come farete per rientrare nel paese (nel caso in cui vi trovaste fuori). Lasciate un commento o scriveteci a direttore@londraitalia.com
In breve
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Appuntamenti
22 Febbraio 2026 - “La Città Proibita” (film + Q&A con Marco Giallini (Regent Street Cinema)
26 Febbraio 2026 - Ricchi e Poveri (O2 Shepherds Bush)
27-28 Febbraio 2026 - Nicola Conte (Ronnie Scott’s)
4-8 Marzo 2026 - Cinema Made In Italy (BFI Southbank)
8 Marzo 2026 - “Le Assaggiatrici” (film + Q&A con Silvio Soldini) (Cinè Lumiere)
24 Marzo 2026 - Stefano Nazzi - “Indagini Live” (O2 Shepherds Bush)
9-10 Aprile - Peppe Servillo (Pizza Express Soho)
14 Aprile 2026 - Max Pezzali (O2 Academy Brixton)
17 Aprile 2026 - Nek (Union Chapel)
28-29 Aprile 2026 - Ludovico Einaudi piano solo (Royal Albert Hall)
9 Maggio 2026 - Ligabue (O2 Shepherd’s Bush)
26 Maggio 2026 - Marco Travaglio (O2 Shepherd’s Bush)
31 Maggio 2026 - Federico Buffa (EartH Theatre, Hackney)
7 Giugno 2026 - Mario Biondi (Theatre Royal Drury Lane)
10-11 Luglio 2026 - Ludovico Einaudi & Band (The O2)
28 Ottobre 2027 - Laura Pausini (Royal Albert Hall)


