Quando diventi cittadino britannico ma continui a viaggiare con il passaporto italiano: perché non sarà più possibile farlo.
Con l'introduzione dell'ETA le cose sono cambiate per gli ingressi verso il Regno Unito, che diventano ancora più stringenti dal 25 febbraio
Per anni è stata una scena quasi quotidiana negli aeroporti: persone che vivono nel Regno Unito da decenni, che hanno messo radici, costruito famiglie, ottenuto la cittadinanza britannica e che però continuano a viaggiare con il loro passaporto italiano, o del loro paese di origine. Una scelta pratica, quasi ovvia. Perché richiedere il passaporto britannico? Ho il settled status e non voglio spedire il mio passaporto originale all’HM Passport Office e rischiare di non poter viaggiare per settimane.
Una logica comprensibile, che ha funzionato per molto tempo ma che rischia di trasformarsi in un problema serio con l’introduzione dell’Electronic Travel Authorisation (ETA), che verrà applicato rigidamente dal 25 febbraio 2026.
La naturalizzazione è un traguardo importante. Si studia, si prepara la documentazione, si attende la decisione, si partecipa alla cerimonia e poi si mette via il certificato di naturalizzazione, senza pensarci più. Ma c’è un dettaglio fondamentale da tener presente: dal giorno in cui si diventa cittadini britannici, il proprio status precedente, Indefinite Leave to Remain o settled status, decade.
La condizione di cittadino è incompatibile con quella di migrante, ed anche se il sistema online mostra ancora il settled status come esistente, in pratica questo è decaduto nel momento in cui si è ottenuto il certificato di naturalizzazione.
Eppure, tantissimi continuano a usare il passaporto italiano come se nulla fosse. Perché è comodo, e perché “ha sempre funzionato”.
Con l’introduzione dell’ETA per i cittadini che non hanno bisogno di visto di ingresso come visitors, il Regno Unito ha compiuto un passo decisivo verso un sistema di frontiera completamente digitale. E in questo nuovo contesto, le vecchie abitudini non reggono più.
Il punto è semplice: una volta diventati cittadini britannici, non si può più entrare nel Regno Unito come cittadini stranieri, né si può fare domanda di ETA, in quanto i britannici sono automaticamente esclusi.
Molti scoprono questa realtà nel modo peggiore: davanti al banco della compagnia aerea quando viene loro negato l’imbarco.
Quali sono i motivi? Primo, perché il certificato di naturalizzazione non è un documento di viaggio e UKVI ha chiarito che non verrà accettato né per l’imbarco né alla frontiera. In secondo luogo perché non potete richiedere un ETA o entrare come turisti. In sostanza perché, per il Regno Unito, siete cittadini britannici. E dovete dimostrarlo.
Come? Con uno dei due documenti previsti ovvero un passaporto britannico, oppure un Certificate of Entitlement nel passaporto straniero. Il certificate of entitlement è più costoso e richiede più tempo, per cui la richiesta di passaporto britannico è la strada più semplice. Senza uno di questi documenti, il diritto di entrare nel Paese non può essere verificato.
Molti naturalizzati hanno evitato di richiedere il passaporto britannico per non dover inviare l’originale del passaporto italiano all’HM Passport Office. Temono di restare senza documento per settimane, di non poter viaggiare in caso di emergenza, di non poter tornare in Italia per motivi familiari.
Per anni, questa scelta non ha creato problemi. Oggi, invece, è diventata un rischio concreto.
La buona notizia è che, in caso di urgenza, non sempre è necessario inviare il passaporto originale. Si può chiedere ad HMPO di considerare la domanda senza questo documento in casi di urgenza, fornendo una spiegazione che andrà valutata caso per caso.
Ricordate che le stesse regole di viaggio valgono anche per i bambini: se sono cittadini britannici, devono viaggiare come tali. Non basta il passaporto italiano neanche per loro.
Se siete cittadini britannici e non avete ancora un passaporto britannico, è il momento di pensarci seriamente. Non è più una formalità rimandabile: è una necessità pratica.
L’autrice di questo articolo è l’avvocato Gabriella Bettiga, director di MGBe Legal. Per contattarla gabriella@mgbelegal.com
Photo: Zihao Wang/Unsplash


Ma questa nuova legge non ha senso. Anche perché io, che sono nata in Inghilterra e residente a Londra, ma con la doppia cittadinanza e anche passaporto italiano, non posso più entrare nel RU con il mio passaporto italiano - anche se c'è scritto che sono nata e residente in Inghilterra! Ma gli inglesi stanno diventando proprio ridicoli...
Ottimo contenuto, bravi. Subito restack!