Covid in UK: avanti tutta senza restrizioni

Downing Street conferma la strategia anche in occasione della riapertura delle scuole: solo obbligo della mascherina e tamponi settimanali

Covid in UK: avanti tutta senza restrizioni

 

Nel Regno Unito è stata confermata la riapertura delle scuole dopo le festività natalizie senza nessun tipo di restizioni. E’ la scelta di Downing Street che conferma ulteriormente la strategia messa in campo da settimana che può essere riassunta in: dobbiamo imparare a convivere con il virus.

La scelta di far tornare i ragazzi tra i banchi di scuola, malgrado l’alto numero di contagi Covid alimentati dalla nuova variante Omicron (137mila nella giornata di ieri), è stata confermata poche ora fa dal ministro dell’Istruzione, Nadhim Zahawi, precisando che anche in Inghilterra – di gran lunga la maggiore nazione del Regno con 56 milioni di abitanti sui 68 totali – sarà introdotto non solo il già annunciato obbligo di mascherina in aula per gli studenti di Primary e Secondary, ma anche quello di un test negativo per rientrare dalle vacanze e d’un doppio tampone settimanale di controllo per tutti.

Zahawi ha sottolineato che l’imposizione delle mascherine a lezione resterà peraltro in vigore solo “il tempo strettamente necessario“, con scadenza al momento fissata al 26 gennaio, oltre a confermare che i kit per i test verranno forniti gratuitamente a tutti gli istituti scolastici del paese.

La mascherina era già prevista, al pari dei tamponi, nelle scuole di Scozia e Irlanda del Nord, dove su sanità e istruzione decidono i governi locali regionali, mentre in Galles scatteranno pure alla ripresa del dopo Natale con la sola differenza che i test settimanali saranno 3.

Lo stesso governo Johnson ha anticipato che la revisione delle regole generali sull’emergenza Covid, attesa in settimana, non comporterà neppure ora la reintroduzione di alcuna nuova restrizione modello lockdown poiché gli ultimi dati “non lo giustificano“: visto il calo dei casi complessivi registrato ieri e il contenimento dei morti (73), a fronte di un numero di vaccini salito a circa 35 milioni di terze dosi booster già somministrate, equivalenti al 60% della popolazione dai 12 anni in su, e a un totale di ricoveri in aumento, ma per ora lontano dai picchi della prima ondata della pandemia.