Scavi nella City: nuove scoperte nella Londra Romana

Rinvenute oltre 400 tavole in legno perfettamente conservate, che offrono una nuova luce sulla vita nella Londinium dei Romani

Scavi nella City: nuove scoperte nella Londra Romana

 

Sensazionali reperti storici della Londra romana continuano ad emergere nella City, grazie agli scavi per la costruzione del nuovo quartier generale europeo di Bloomberg.  Reperti che, insieme ai precedenti ritrovamenti già documentati qualche mese fa, offrono una nuova luce sull’antica civiltà romano-britannica.

Sono infatti state rinvenute 405 tavole in legno nascoste e conservate nel sottosuolo per circa 2000 anni (ai margini dell’antico fiume Walbrook) sotto il fango bagnato che, evitando passaggio di ossigeno, ne ha impedito la decomposizione.  Su di esse il tenue segno delle parole scritte su cera d’api con una sottile puntina di metallo risulta ancora oggi leggibile: 87 sono state decifrate dagli studiosi e si vanno ad aggiungere alle 19 tavole leggibili finora ritrovate a Londra.

Il nuovo tesoro archeologico contiene i nomi di circa 100 individui e le tavole includono documenti legali e commerciali, note di pagamento ed esercizi di pratica alfa-numerica che, secondo gli esperti, documenterebbero la prima attività scolastica di epoca romana.

In particolare, l’interesse degli archeologi del Museum of London Archaeology (Mola) ha rilevato la presenza di un frammento di tavola su cui si legge quello che risulta il primo riferimento mai rinvenuto a Londinium (nome celtico di Londra), nella scritta “Londinio Mogontio” (a Londra da Mogonzio), nel 65/70-80 d.C., mezzo secolo prima che Tacito menzionasse Londra nei suoi Annali.

Un’altra tavola, datata 8 gennaio 57 d.C., costituisce il più antico documento scritto finora ritrovato nella Britannia Romana: si tratterebbe secondo gli esperti di una cambiale in cui Tibullo scrive promettendo di ripagare a Grato (entrambi schiavi liberati) 105 denari (circa 6 mesi di paga di un legionario romano) per dei beni acquistati e consegnati: questo a conferma del fatto che la City attuale fosse già allora il fulcro delle attività commerciali e finanziarie dei Romani Britannici del tempo.

Tavola di legno romana ritrovata nella City (foto: MOLA)
Tavola di legno romana ritrovata nella City (foto: MOLA)

 

E’ stato inoltre rinvenuto il più antico documento leggibile, datato dagli archeologi del Mola tra il 43 ed il 53 d.C. (primo decennio della dominazione romana), nel quale si legge: “…poiché essi si stanno vantando per tutto il mercato che tu gli hai prestato dei soldi. Pertanto ti chiedo nel tuo stesso interesse di non apparire squallido…non favorirai così i tuoi affari…”.

Un’altra tavola datata 21 ottobre 62 d.C., documenta un contratto per “portare venti carichi di fornitura” da Verulamium (l’attuale St Albans, Hertfordshire) a Londra, un anno dopo la rivolta anti-romana guidata da Boudicca, regina della tribù degli Iceni, che distrusse con un incendio gran parte della città. Secondo gli esperti il contratto rivelerebbe la rapida ricostruzione della Londra Romana dopo l’incendio.

Gli Iceni erano una tribù che occupava la parte nord-orientale della Britannia, corrispondente all’attuale Norfolk. La loro condottiera, la regina Boudicca, li guidò in una rivolta contro i Romani che avevano fissato a Camulodunum (l’attuale Colchester) il capoluogo dell’intera provincia. Nella rivolta del 61 d.C. gli Iceni distrussero la fortezza di Camulodunum ed altri importanti accampamenti romani, compresa Londinium.

 

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Gli scavi nella City (foto: MOLA)

 

Fu questo evento, secondo gli studiosi, a far crescere l’importanza di Londra nell’Impero Romano. Dopo la distruzione da parte degli Iceni, Londra fu riedificata con la presenza di una grande fortezza, a simboleggiarne l’importanza strategia e militare nell’impero anche grazie alla presenza del Tamigi che agevolava il carico e lo scarico di merci direttamente nella città.

Le tavole rinvenute consentono di sbirciare, quasi di “origliare”, nella vita dei primi Romani Londinesi, come afferma Roger Tomlin, (studioso di iscrizioni romane in Britannia presso l’Università di Oxford) che ha decifrato e tradotto le tavole. Per Sophie Jackson, l’archeologa del Mola che ha supervisionato gli scavi, è stato quasi come leggere frammenti di email della comunità del tempo che svolgeva le nostre stesse attività ed era animata dagli stessi bisogni quotidiani: commerci, scambi, trattative.

Il sito archeologico era già noto in passato per aver rinvenuto altri sensazionali ritrovamenti (incluso il tempio di Mithras) già nel dopoguerra, negli anni 50, quando il blocco di uffici fu costruito nell’area bombardata.

Le tavole sono attualmente oggetto di analisi da parte degli esperti ma una selezione di esse, insieme a centinaia di altri reperti e manufatti, sarà oggetto di una mostra all’apertura dell’edificio di Bloomberg nel 2017.

Sicuramente fino ad allora emergeranno altri importanti particolari di questa storia che ci racconta la Londra Romana nella sua straordinaria attualità.

 

Londra, 19/6/2016

Francesca Perrone
@F_Perrone_UK

foto: MOLA