Lavori e scavi nella City, torna a galla la Londra romana

Scoperto a Lime Street un affresco di epoca romana risalente al 60 d.C.

Lavori e scavi nella City, torna a galla la Londra romana

 

Una nuova sensazionale scoperta è emersa a sei metri di profondità nei pressi della City, precisamente al numero 21 di Lime Street (tra Fenchurch Street e Ledenhall Street): durante gli scavi per la costruzione di un nuovo edificio destinato ad uffici, è stato scoperto infatti un affresco di epoca romana, secondo gli esperti risalente al 60 d.C. Si tratta di uno dei più antichi ritrovamenti mai avvenuti a Londra e conservato in buono stato nel sottosuolo per quasi 2000 anni.  Ne dà notizia il numero di febbraio di National Geographic Italia, la cui storia di copertina è dedicata alle “viscere di Londra”.

I lavori per la costruzione di nuovi edifici e gli scavi della nuova linea ferroviaria Crossrail stanno portando alla luce migliaia di reperti, offrendo gli archeologici nuove possibilità per conoscere meglio il passato di Londra. Nella metropoli in cui le luci delle gru nei cantieri in costruzione sono più delle stelle che si possono vedere in un cielo spesso nuvoloso, se da un lato la skyline cresce verso l’alto e si espande in superficie, dall’altro la storia della città si racconta nelle sue fondamenta.

Affresco decorativo, 1mo secolo AD, Londra romana

L’affresco ritrovato, raffigurante un cervo e degli alberi da frutto, è alto circa un metro e mezzo e lungo quasi tre e si trova ora in un laboratorio del Museum of London Archaeology (Mola), affidato alle cure degli archeologi che lo stanno ripulendo ed esaminando attentamente.

Secondo gli esperti, la sofisticatezza dell’intonaco e la rarità dei materiali usati per realizzarlo rivelerebbero aspetti importanti dei costumi e degli stili della prima elîte romana: si ritiene decorasse una stanza dedicata all’accoglienza degli ospiti nell’abitazione di una persona molto benestante residente nella zona, probabilmente un mercante o un funzionario pubblico.

L’edificio potrebbe essere stato demolito all’inizio del II secolo, nel 100 d.C, per fare spazio alla costruzione della Seconda Basilica e del relativo foro (di dimensioni forse addirittura maggiori di quelle della Cattedrale di St Paul). Un’opera che avrebbe costituito il principale centro civico della città e sicuramente la più grande costruzione romana mai realizzata a nord delle Alpi.

Non si tratterebbe, tuttavia, del primo ritrovamento di epoca romana effettuato nella City, il che lascia supporre che quella fosse la zona destinata alle abitazioni della parte benestante della popolazione romana dell’epoca, che, ricordiamo, si insediò in quella che originariamente si chiamava Londinium, nel 43 d.C. circa, all’inizio della conquista romana della Britannia per volere dell’Imperatore Claudio.

I nostri antenati furono i fondatori di questa città e definirono, seppure in via embrionale, la forma della Londra medievale e, quindi, della metropoli moderna.  Basti pensare che ancora oggi il cuore finanziario della città si trova proprio lì dove viveva l’elîte romana: i mercanti, i funzionari pubblici del tempo sarebbero i bankers dei giorni nostri; anche se le residenze della elîte londinese del XXI secolo sono oramai prevalentemente dislocate in aree come Chelsea e Hampstead, a quei tempi evidentemente non così ambìte.

Francesca Perrone

Londra, 28/2/2016

foto: www.mola.org.uk