Londra, la Brexit non spaventa i big della New Economy

Google, Facebook, Apple, Snapchat e Twitter hanno deciso di rafforzare ancora di più la propria presenza a Londra: nuovi uffici e ampliamento del personale

Londra, la Brexit non spaventa i big della New Economy

 

Chi ha paura della Brexit? Di certo non i giganti mondiali della New Economy che, oltre a confermare Londra come base strategica per rafforzare il proprio business in Europa, rilanciano ampliando uffici e pianta organica: Google, Facebook ed Apple tra tutti, e poi a seguire altre realtà in forte sviluppo, come Snapchat.

Il social network col simbolo del fantasmino, celebre tra i più giovani e basato su foto e video realizzati con sistemi di realtà aumentata, ha di recente comunicato che allestirà proprio nella capitale inglese il quartier generale per gestire i propri affari in questa parte del globo.

L’app è già presente a Londra ma ora, forte degli incassi pubblicitari ottenuti dagli inserzionisti europei, passerà da una manciata di dipendenti a un team di 75 persone con conseguente aumento dei metri quadri destinati alla sede centrale.

Il progetto del Google Campus che sarà realizzato nell’area di King’s Cross Station

Anche Apple ha confermato l’apertura di nuovi uffici per circa 46.000 metri quadri nel nuovo centro che nascerà nella ristrutturata Battersea Park, apertura programmata per il 2021. Lì verranno raggruppati quasi tutti i 1.400 dipendenti attualmente dislocati in diverse sedi. Da parte sua, Google ha dato il via a procedere alla costruzione del primo campus fuori dai confini americani, nell’area di King’s Cross Station; un progetto del valore di 1 miliardo di sterline. Nuovi uffici anche per Facebook nel quartiere di Fitzrovia e altre 500 assunzioni in programma. Anche Twitter, nonostante il forte momento di crisi, sta rafforzando su Londra la propria presenza, convogliando qui tutti i suoi uomini chiave dagli altri paesi europei, compresi gli italiani dopo la chiusura degli uffici su Milano.

Ma perché questi giganti della new economy, che vivono di tendenze del momento e dove un improvviso competitor può intaccare la loro fetta di mercato nel giro di pochi mesi, decidono di continuare ad investire su un territorio dove lo scenario economico a medio termine sembra essere molto incerto?

Perché l’Inghilterra, e Londra in particolar modo, rimane un ottimo posto dove fare business. Grazie ad azioni messe in campo ancor prima del fatidico referendum dello scorso 23 giugno 2016. Parliamo di agevolazioni fiscali e snellimento della burocrazia che ha attratto capitali esteri e quindi nuovi investimenti. Sia in termini di infrastrutture che di assunzioni.

E per uno specializzato nel campo IT che vive in Europa è più semplice accettare un posto di lavoro a Londra, rispetto a un’offerta giunta dall’altra parte dell’oceano. La distanze da e per il proprio paese d’origine è ovviamente più ridotta rispetto a quella tra i due continenti.

Il progetto della nuova Battersea Park Station dove sorgerà anche l’headquater della Apple

Mettiamoci anche che Londra ha sempre un suo fascino e che qui è stato creato uno degli ecosistemi nel campo della new economy tra i più interessanti a livello internazionale. In più, l’attuale sindaco Sadiq Khan con il suo celebre slogan #Londonisopen (in basso il video) sta comunicando al resto del mondo che la capitale inglese è davvero aperta e che contrasterà il più possibile ogni azione governativa che farà perdere a Londra il suo celebre appeal nel mondo della finanza.

Non rimane che attendere e vedere cosa la Brexit riserverà all’UK e, soprattutto, se il progetto dei big della new economy di affondare ancora di più le proprie radici su Londra, sarà stata una scelta lungimirante. Altrimenti, non ci sarà fantasmino che tenga a regalare scatti felici agli investitori di tutto il mondo.

Foto apertura: sede Snapacht di David Banthony