Incubo vacanze per migliaia di britannici: disagi, ritardi e cancellazioni in quasi tutti gli aeroporti UK

Continuano a pesare i tagli che le grandi compagnie hanno effettuato durante l'emergenza Covid

Incubo vacanze per migliaia di britannici: disagi, ritardi e cancellazioni in quasi tutti gli aeroporti UK

 

Se Londra, e in più in generale il Regno Unito, si sta preparando ai festeggiamenti per il giubileo di platino della Regina, che entreranno nel clou a partire da giovedi, per molti britannici queste ore di attesa non sono per nulla festose.

Soprattutto per coloro che si sono recati negli aeroporti per approfittare del periodo di vacanze scolastiche e per il lungo weekend off dal lavoro. Ritardi e cancellazioni di molti voli sono diventati il loro attuale incubo, dato che si sta allungando sempre di più la lista dei disagi che stanno registrando svariati vettori britannici sullo sfondo dei contraccolpi diretti o indiretti dell’emergenza Covid.

L’ultimo annuncio è arrivato oggi dal tour operator Tui, gigante delle vacanze da cui dipende una compagnia charter, i cui vertici hanno reso noto lo stop di decine di partenze previste da qui a fine giugno dall’aeroporto di Manchester.

Analoghe disavventure sono state causate in questi giorni in scali londinesi come quelli di Stansted e Gatwick, o ancora in quello di Glasgow in Scozia, a causa delle cancellazioni di numerose partenze imposte fra gli altri pure dal colosso low cost EasyJet e poi dalla compagnia di bandiera British Airways.

I giornali danno voce alle proteste dei passeggeri e denunciano prospettive “da incubo” per le ferie estive di milioni di persone in partenza o in arrivo, mentre le aziende si scusano con gli utenti, ma si giustificano evocando gli effetti perduranti del boom di assenze fra lo staff legate, fra l’altro, ai residui contagi da Covid.

Giustificazioni che il governo di Boris Johnson rigetta tuttavia almeno in parte: contestando ai vettori i tagli di personale fatti nel pieno della pandemia e non revocati in misura sufficiente negli ultimi mesi nonostante la ripresa di buona lena delle attività del settore innescata dall’abolizione di tutte le restrizioni sanitarie.