Cittadini europei nel Regno Unito, ecco come tutelarsi per il post Brexit

Registration card, permanent residence e passaporto: tutto ciò che c'è da sapere e da fare in vista dell'uscita dall'Europa del Regno Unito spiegato da Gabriella Bettiga, avvocato esperto in materie di immigrazione

Cittadini europei nel Regno Unito, ecco come tutelarsi per il post Brexit

 

La proposta negoziale di Theresa May del 27 giugno scorso ha creato confusione e nuovi dubbi su come proteggere il proprio status nel Regno Unito. In attesa di vedere se sarà introdotto il sistema di settled status, chi ha già completato cinque anni di residenza nel Regno Unito può ancora presentatre all’Home Office la domanda per ottenere il certificato di permanent residence, che è un requisito essenziale se si vuole fare domanda di cittadinanza britannica.

La domanda per la permanent residence va presenatata utilizzando il modulo EEA (PR) e deve essere inoltrata via posta o in alcuni casi, online. Ad essa vanno allegati vari documenti per provare che si sia effettivamente vissuto in Gran Bretagna per almeno cinque anni consecutivi in qualità di lavoratori subordinati o autonomi, jobseekers, studenti o persone finanziariamente autosufficienti. Il costo della domanda è di £65 a persona.

Studenti e persone economicamente autosufficienti devono anche provare di avere una assicurazione medica privata o tessera di assicurazione europea rilasciata dal paese di origine e valida per il periodo in cui si studiava o si era finanziariamente autosufficienti.

L’Home Office ha l’obbligo di dare una risposta entro sei mesi. Il certificato di permanent residence conferma che si ha diritto a rimanere nel Regno Unito a tempo indeterminato e si perde soltanto se si lascia la Gran Bretagna per due anni consecutivi. Inoltre può essere revocato se si commettono reati.

La recente proposta del governo May sembra suggerire che anche chi la ottenuto la permanent residence dovrà fare domanda per il nuovo settled status, che però dovrebbbe ridursi ad un procedimento molto semplificato per chi ha già dimostrato di avere diritto a rimanere nel Regno Unito senza limiti di tempo.

Chi risiede nel Regno Unito da meno di cinque anni può invece ottenere una registration card, cioè un documento che conferma la propria residenza legale nel Paese. Il modulo da utilizzare si chiama EEA (QP) ed il costo è di £65, che non vengono restituiti se la domanda è respinta. Il registration certificate è normalmente valido per cinque anni al termine dei quali si può fare domanda di permanent residence. Vista però l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa entro due anni, è possibile che la registration card sia utile per dimostrare che il proprio ingresso nel Paese precede la cut-off date, dopo la quale gli europei dovranno molto probabilmente soddisfare i requisiti delle normali regole di immigrazione da cui ora sono esenti.

Un volta ottenuta la permanent residence è possibile fare domanda di naturalizzazione, per diventare cittadini britannici. I requisiti principali sono la residenza nel Regno Unito per almeno 6 anni, l’ottenimento della permanent residence, l’assenza di condanne penali, assenze inferiori a 450 giorni negli ultimi 5 anni, ed il superamento di un esame di inglese e del Life in the UK test.

Da notare che per fare domanda di cittadinanza, non si deve attendere un anno dopo aver ricevuto il certificato di permanent residence, ma basta dimostrare che la propria residenza legale nel Regno Unito sia stata di almeno 6 anni. I figli minori di cittadini europei possono fare domanda di registrazione come cittadini britannici, senza dover fare prima la domanda di permanent residence. E’ anche possibile che si sia cittadini britannici dalla nascita se ricorrono alcune condizioni, tra cui l’essere nati nel Regno Unito e l’acquisto della permanent residence da parte di uno dei genitori prima della nascita del figlio.

Le domande di cittadinanza sono più costose delle domande di permanent residence. Dal 6 aprile di quest’anno i costi sono aumentati a £1282 per gli adulti e £973 per i minori.


L’autore di questo articolo è Gabriella Bettiga, avvocato esperto in materie di immigrazione presso lo Studio Legale Sliglaw LLP.  Per contattarla potete mandare un’email a: gabriellab[at]sliglaw.com