Brexit, “registro speciale” per gli Europei in UK

Secondo la proposta May gli europei in UK da oltre 5 anni dovranno registrarsi e munirsi di una 'carta d'identità' specifica per poter usufruire dei loro diritti

Brexit, “registro speciale” per gli Europei in UK

 

Per rimanere in UK, gli oltre 3 milioni di Europei dovranno essere censiti in un nuovo database dell’Home Office e saranno muniti di una carta d’identità specifica che ne testimonia lo status speciale.  Una vera e propria schedatura, che il Governo May intende introdurre per riconoscere gli europei pre-Brexit e garantirne i diritti concordati reciprocamente con l’Unione Europea.

È questo l’elemento piú importante emerso dal documento ufficiale sulla proposta del Governo May, pubblicato ieri dopo le anticipazioni della settimana scorsa a Bruxelles. Un documento di 15 pagine (disponibile qui) che offre maggiori dettagli ma lascia inalterato il senso della proposta, accolto da critiche decise sia in Europa che internamente, e lascia aperti una serie di quesiti.

La nuova carta d’identità per gli europei potrà essere un documento cartaceo o semplicemente un’identità digitale, un codice. Il documento May non lo specifica, cosi’ come non specifica se sarà necessario fornire informazioni biometriche come importe digitali e scan della retina. In ogni caso, gli europei saranno gli unici ad avere questo tipo di registrazione, in un paese, il Regno Unito, dove la carta d’identità non esiste.

L’altra novità di rilievo riguarda il processo con il quale gli europei potranno chiedere lo status speciale (“settled status”). Sarà un sistema online, piú snello di quello che oggi serve per richiedere la Permanent Residence (che richiede la compilazione di 85 pagine) e piú rapido. Il Governo si è impegnato a ridurre il numero di documenti richiesti a chi fa domanda e non sarà piú necessario dimostrare di avere avuto un’assicurazione medica. Sarà comunque responsabilità del singolo individuo presentare la propria domanda, chi non dovesse farlo nel periodo di tempo specificato dalla legge (due anni) perderà per sempre il diritto di acquisire lo status speciale. Chi ha già fatto richiesta (e ottenuto) la Permanent Residence dovrà fare comunque una nuova domanda per essere censito nel nuovo registro.

In ogni caso, giova ricordarlo, il settled status sarà garantito soltanto agli europei residenti in UK per un periodo di almeno 5 anni, iniziati prima di una data specifica ancora da determinare. Tutti coloro che arriveranno successivamente non avranno la possibilità di rientrare in questo regime e saranno soggetti alle stesse procedure di immigrazione oggi in piedi per gli extra-europei. Procedure ben piú stringenti, per esempio riguardo alla possibilità di fare venire nel Regno Unito i propri familiari piú stretti, coniugi e figli, oggi possibile solo se si dispone di un reddito annuo superiore a 18,600 sterline.  Una volta ottenuto, peraltro, il settled status non sarà garantito a vita. Potrà infatti essere revocato in caso di assenza dal paese per periodi superiori a due anni.

Gli europei saranno assimilati ai britannici per quanto riguarda diritti essenziali come l’assistenza sanitaria, le pensioni e i benefits ma nel nuovo regime avranno comunque meno diritti di quelli goduti prima della Brexit.  Due in particolare: la May vuole eliminare la tutela della Corte di Giustizia Europea, oggi competente su questi temi, e sembra orientata a togliere il diritto di votare alle elezioni locali, oggi garantito. Un diritto che ha giocato un ruolo fondamentale nell’elezione di Sadiq Khan a Sindaco di Londra lo scorso anno, e che consente a chi vive di sentirsi parte integrante di una comunità locale. Se tutto questo sarà confermato, dopo Brexit i cittadini europei del Regno Unito saranno comunque cittadini di serie B.