Post Brexit, per i britannici un “matrimonio” per restare europei

Con l'uscita dall'Unione europea gli inglesi puntano alla cittadinanza italiana pronunciando il fatidico sì

Post Brexit, per i britannici un “matrimonio” per restare europei

 

Abbiamo già parlato del forse inaspettato effetto Brexit che ha spinto molti britannici a fare domanda di cittadinanza italiana per conservare il loro status di cittadini dell’Unione Europea dopo che il Regno Unito lascerà l’Europa. Oggi ci occupiamo più in dettaglio di come ottenere la cittadinanza italiana per matrimonio.

La cittadinanza italiana è regolata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91 e relativi regolamenti di esecuzione. La grossa novità rispetto alla legislazione precedente è il riconoscimento del diritto di avere più di una cittadinanza contemporaneamente. Questo significa che gli italiani che acquisiscono, ad esempio, la cittadinanza britannica non devono rinuciare a quella italiana, e gli stranieri che si naturalizzano non perderanno la propria cittadinanza, a meno che il loro paese di origine non vieti la doppia cittadinanza.

I cittadini britannici sposati o uniti civilmente con un italiano possono presentare domanda dopo due anni dal matrimonio se risiedono in Italia, o dopo tre anni se risiedono all’estero. I tempi sono ridotti alla metà in presenza di figli. Chi risiede nel Regno Unito dovrà registrarsi sul portale online del consolato italiano per presentare la domanda.

E’ necessario accertarsi che 1) il coniuge italiano sia registrato presso l’Aire; 2) l’indirizzo registrato all’Aire sia quello corrente e 3) il matrimonio sia stato registrato in Italia.

I requisiti da soddifare sono relativamente semplici: bisogna che il matrimonio o unione civile persista fino all’emissione di decreto di cittadinanza, e che il coniuge straniero non abbia precedenti penali di una certa severità.  I documenti da presentare sono il proprio documento di identità, l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio registrato in Italia, il certificato di nascita, e certificati penali di tutti i paesi in cui si è vissuto dall’età di 14 anni. Mentre certificati di nascita e matrimonio non hanno scadenza, i certificati penali hanno una validità di soli 6 mesi.

Pertanto una volta ottenuti bisognerà presentare la domanda in tempi brevi. Se si è vissuto in vari paesi, può risultare difficile riuscire ad ottenere tutta la documentazione in tempo e nel formato richiesto. Tutti i documenti andranno tradotti in italiano e legalizzati.

Se il paese che ha emesso il certificato aderisce alla convenzione dell’Aia del 1961 (come il Regno Unito), basterà la postilla. Altrimenti bisognerà ottenere la legalizzazione del documento in conformità con le leggi del paese di emissione.

Il costo della domanda è di 200 euro, più ovviamente i vari costi di traduzione e legalizzazione.

I tempi di decisione sono molto lunghi: per legge le autorità dovrebbero dare una risposta entro 730 giorni, ma a causa dell’elevato numero di domande non sempre questo è possibile.  

In caso di mancata risposta entro il termine previsto, la domanda dovrà considerarsi accettata. Ma in ogni caso, fintanto che non si riceve il decreto di concessione non sara’ possibile provare di essere diventati cittadini italiani.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga, avvocato esperto in materie di immigrazione presso lo Studio Legale Sliglaw LLP.  Per contattarla potete mandare un’email a: gabriellab[at]sliglaw.com

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