Barilla acquisisce Pasta Evangelists, la startup di Londra che consegna pasta per posta

La multinazionale di Parma investe nel mercato UK e in un modello di business innovativo pensato per il mercato anglosassone

Barilla acquisisce Pasta Evangelists, la startup di Londra che consegna pasta per posta

 

Un gigante della pasta a livello mondiale, Barilla, acquista una piccola realtà con base a Londra, Pasta Evangelists, specializzata in produzione di pasta e condimenti freschi spediti via posta.

Succede anche questo dalle parti della capitale inglese, che da sempre è uno dei maggiori importatori di cibo dall’Italia ma che, per una volta, ha invertito la tendenza catturando l’attenzione di un colosso che da oltre 140 anni è sinonimo di italianità in tavola nei cinque continenti con un fatturato annuo che raggiunge i quasi 4 miliardi e mezzo di euro.

Perché l’azienda di Parma si è interessata a Pasta Evangelists acquisendola per una cifra che alcune fonti di stampa hanno riferito attorno ai 40 milioni, circa 45 milioni di euro, ma che da fonti interne aziendali sembra essere minore e che rimane confidenziale? Prima di tutto perché nella piccola startup scorre sangue italiano che non si traduce solo nel preparare e distribuire in UK il meglio della nostra tradizione culinaria.

Il fondatore è infatti Alessandro Savelli, genovese di origine con studi in nord America e precendenti esperienze nel settore bancario, che ha avuto l’idea di “evangelizzare” (da qui il nome dato alla società) il popolo inglese convertendolo alla pasta e ai condimenti freschi da assemblare in poche spadellate sul fuoco, senza complicargli troppa la vita con ulteriori passaggi, e per altro ricevendo tutto comodamente via posta.

Barilla entra così nel mercato della pasta fresca, consolidando la propria presenza nel Regno Unito, ma soprattutto studiando molto da vicino la sua nuova acquisizione, specializzata nel food delivery, con l’obiettivo molto probabile di sfruttare lo stesso business model vincente replicandolo su scala globale. Tra i punti di forza della startup c’è il fatto che ogni settimana propone ricette differenti con la possibilità di prenotarle in anticipo: in questo modo le cucine interne sapranno esattamente quante confezioni preparare e consegnare in un derminato giorno, offrendo il massimo della freschezza dato che la consegna avviene entro le 24 ore dalla produzione dei singoli ingredienti.

Tanto per capire di che numeri parliamo, Pasta Evangelists ha aumentato le consegne di oltre il 300% nel corso 2020, con oltre 1 milione di porzioni vendute a fronte delle 200 del 2016, anno del suo lancio, con costi che vanno dai £7.00 per porzione per ricette più semplici come ad esempio orecchiette con pesto di pistacchio, fino agli £11.95 per quelle più elaborate come tortelloni con ripieno di aragosta. Complice la pandemia che ha dato un’accelerata agli ordini online, causa lockdown, in un paese come l’UK comunque già molto prediposto culturalmente ad affidarsi al precotto o, nel caso della nostra startup, a un veloce assemblamento degli ingredienti per il proprio pasto.

Numeri che hanno permesso alla società di essere inserita nella speciale classifica elaborata dal The Sunday Times che ha preso in esame i business inglesi a più veloce crescita da tenere sott’occhio.

A credere nel progetto con Savelli ci sono stati anche i co-fondatori Chris Rennoldson e Finn Lagun, ma anche una serie di celebrity chefs come Prue Leith, volto di “The Great British Bake Off”, tra coloro che hanno poi investito nell’azienda anche nel ruolo di testimonial dando una ulteriore spinta alla notorietà del brand a livello nazionale.

Alessandro Savelli

Secondo gli accordi, Pasta Evangelists continuerà a operare come entità autonoma proseguendo il proprio radicamento nel campo della pasta e dei condimenti freschi da consegnare per posta (vanta anche uno spazio tutto suo su uno dei marketplace più famori al mondo, Amazon, e una vetrina dedicata nell’elegante food hall dei magazzini Harrods), mentre Barilla, come anticipato, studierà da molto vicino tutti i processi interni.

La crisi del Covid-19 – ha sottolineato Gianluca Di Tondo, chief marketing officer di Barilla – ha cambiato comportamenti d’acquisto, modelli lavorativi e distribuzione dei prodotti. È in crescita la domanda di cibo fresco, così come il boom dell’e-commerce. Siamo entusiasti di allargare la nostra famiglia con un brand che intercetta questi trend“.

Alessandro Savelli si è detto “orgoglioso di collaborare con Barilla, un’iconica azienda familiare“. In una precedente intervista rilasciata a LondraItalia, ci aveva anche raccontato l’idea alla base della sua creatura: “Nei primi anni di attività abbiamo proposto qualcosa come 200 ricette della tradizione italiana perché il nostro obiettivo non era semplicemente ‘deliverare” la pasta fresca nel minor tempo possibile, ma anche importare in Inghilterra quella varietà di formati di pasta e condimenti tipica dell’Italia. Questo per far scoprire agli inglesi che non esistono solo fusilli, pennette, spaghetti e lasagne, o beef ragù e besciamella, ma un mondo di gusti e sapori quasi infinito. Ecco perché abbiamo chiamato la startup Pasta Evangelist, perché la nostra è una sorta di evangelizzazione che stiamo compiendo a favore del popolo britannico”. 

Considerati i risultati ottenuti in appena quattro anni di attività, Alessandro Savelli ci ha visto davvero lungo, proprio come le sue Mafalde condite con ragù di stinco di manzo sfumato al Barolo.

@AleAllocca


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