“Ci è stato dato poco tempo per riorganizzarci. Tutto è gestito con estrema confusione”

Sabato scatta la nuova fase nel paese, e Londra si prepara a riaprire ristoranti e pub. Ma sono tante le perplessità di ristoratori e personale italiano

“Ci è stato dato poco tempo per riorganizzarci. Tutto è gestito con estrema confusione”

 

Siamo pronti a riaprire sabato prossimo, 4 luglio, ma questo momento per noi sarà ancora più duro da affrontare”. A confessarlo è Luciano Ruocco, figlio di Maria e Pasquale, proprietari della storica trattoria napoletana “Da Maria” nel quartiere di Notting Hill.

Il ristorantino, che solo due anni fa aveva rischiato di scomparire a causa del piano di ampliamento del confinante cinema (poi bocciato dopo molte lettere ricevute e una petizione internazionale) è solo una delle tante attività nel campo della ristorazione alle prese con i preparativi per la riapertura a partire da questo sabato, dopo il via libera da parte del governo alla nuova fase di allentamento del lockdown per via della pandemia da coronavirus.

Ma con uno spazio insolitamente piccolo – di appena venti coperti – riaprire nel rispetto del distanziamento sociale per seguire le linee guida imposte dal governo britannico (disponibili a questo indirizzo), per “Da Maria” si rivelerà particolarmente difficile.

Da venti pensiamo di poter accomodare solo 10 persone ora, e solo con prenotazione. Poi dovremo rinunciare agli abbracci e alle partite da seguire insieme ai clienti che sono parte della nostra cultura… Sarà dura”.

Per Alessandro Guglielmini, proprietario di 50 Kalò – pizzeria eletta a maggio scorso la migliore d’Europa – la crisi di Covid-19 è stata “una ciliegina sulla torta sulla confusione già creata dalla Brexit”.

“Trovo che l’intera situazione sia stata gestita con estrema confusione, ancora più che in Italia. Qui le linee guida sono spesso arrivate all’ultimo momento e ci è stato dato poco tempo per organizzarci”.

A preoccupare Alessandro è anche la quarantena imposta sugli arrivi dall’Italia (ma che il governo UK si sarebbe detto pronto ad eliminare in questi giorni), che potrebbe rallentare il turismo su Londra e quindi una possibile clientela (il ristorante si trova a Trafalgar Square) e che ha finora anche rappresentato un grosso problema per il personale dell’attività, rientrato in Italia durante il picco dell’epidemia.

Se poi, da un lato, la comunità italiana attende la ripartenza dei ristoranti tipici, quella britannica freme per la riapertura totale delle amate public houses, conosciute da tutti come pub. Tanto che il lieto evento è stato descritto come un “Super Saturday” dai tabloid e alcuni membri del Parlamento.

Addio però, almeno per il momento, ai pub come li conosciamo. A partire dall’entrata, quando ai clienti verrà richiesto il nome e un contatto personale per aiutare le operazioni di tracciamento del servizio sanitario nazionale.

Sarà sicuramente un’esperienza diversa da quella alla quale siamo abituati” ci spiega Federica, cameriera presso il The Crown di Farringdon (nella foto in alto), pronto a riaprire le porte questo weekend. “Non si potrà bere o venire serviti al bancone, solo al tavolo, e i tavoli non potranno accogliere più di sei persone”.

No anche alle performance live, serate karaoke o anche alla musica troppo alta che potrebbe incitare a cantare e, di conseguenza, aumentare il rischio di potenziali contagi attraverso le goccioline di saliva.

Anche per i pub, la preoccupazione maggiore resta il rispetto del social distancing, a quella distanza di sicurezza tra persona a persona imposta dal governo (e recentemente ridotta da 2 ad 1 metro).

Nei pub la gente viene per bere, socializzare e rilassarsi. Come assicurare il metro di distanza anche dopo un paio di pinte di troppo? Sarà sicuramente la sfida maggiore” commenta Federica.

Una sfida anche per la polizia locale, pronta a un dispiegamento di forze extra (al pari, secondo la Met Police Federation, di quello previsto normalmente per la notte di capodanno a Londra) per assicurare il rispetto delle misure. Proprio ieri, il capo della Polizia metropolitana Cressida Dick ha invitato alla “calma e cautela” quando i pub riapriranno sabato per evitare nuove violenze (soprattutto dopo i rave party in alcuni quartieri di Londra della settimana scorsa) e, con esse, una seconda ondata di contagi.

@AgostiniMea


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