Italiani in UK: una ricerca del Consolato di Londra ne svela numeri e caratteristiche

La Lombardia è il primo territorio da dove si è emigrato di più negli ultimi anni. Londra la città con più connazionali

Italiani in UK: una ricerca del Consolato di Londra ne svela numeri e caratteristiche

 

Con la Brexit, ormai giunta alle battute finali, e con una emergenza sanitaria in atto, viene da chiedersi: chi sono gli italiani che vivono nel Regno Unito e che si ritrovano (loro malgrado) al centro di due fuochi?

La risposta giunge da una ricerca condotta dal Consolato italiano di Londra basata su dati provenienti da diverse fonti (al termine dell’articolo maggiori dettagli in merito) con l’obiettivo di offrire una fotografia della comunità che si è radicata nel corso dei decenni oltre la Manica.

Soprattutto nel corso degli ultimi otto anni quando gli iscritti all’Aire in Inghilterra e Galles (territori di competenza del Consolato) sono più che raddoppiati passando da poco meno di 200 mila a circa 420 mila.

L’età media è di 37 anni, (il 10% ha più di 65 anni, il 20% meno di 18). Circa la metà è nata in Italia, un quarto nel Regno Unito e un altro quarto in altri paesi del mondo, in particolar modo Brasile, Bangladesh, Pakistan e Argentina. Il 53% sono uomini, il 47% donne. E’ la Lombardia la regione dalla quale sono partiti più emigrati: attualmente 30mila sono coloro che hanno spostato la loro residenza tra Inghilterra e Galles. Seguiti dai campani, circa 28mila, e dai laziali e siciliani, per entrambi si parla di circa 21mila persone.

E’ Londra e provincia, quella definitiva come Greater London, l’area dove si è accasato il maggior numero di connazionali, 182mila, seguita da Manchester con 7.200, Birmingham quasi 7.000 e Liverpool 2.000.

Lo studio offre anche qualche indicazione sulle attività svolte dagli Italiani in Inghilterra e Galles. Le categorie piú rappresentate sono quelle degli impiegati (7.9%), addetti nel settore della ristorazione e alberghiero (4.4%) e studenti (4.2%). Ma le vere percentuali sono verosimilmente piú alte, considerando che piú della metà degli iscritti (56.5%) non ha fornito l’informazione, mentre un ulteriore 12.2% dichiara altra professione.

La pubblicazione – ha detto il Console Generale Marco Villani – ha lo scopo di approfondire le complesse dinamiche della presenza italiana in Inghilterra e Galles con particolare riferimento al quadro demografico, il quale pone in evidenza come questa collettività sia divenuta così rapidamente la più numerosa di tutta la rete diplomatico-consolare del nostro Paese. La comparazione con le comunità degli altri Stati presi in esame offre un’ulteriore chiave di lettura del quadro socio-economico degli italiani nel Regno Unito e del loro livello di integrazione”.

Di seguito le fonti sulle quali si basa l’indagine condotta dal Consolato: si tratta dei dati in possesso dell’ente – competente per Inghilterra e Galles – riguardanti le richieste di iscrizione AIRE; il numero di domande inerenti l’EU Settelement Scheme (pre/settled status) del Ministero degli Interni britannico (Home Office); i dati migratori dell’Ufficio Nazionale di Statistica britannico, i quali però sono approssimativi poichè basati su sondaggi a campione. Infine, le stime dell’Home Office relative alla popolazione immigrata residente riguardano il perido gennaiodicembre 2019, mentre sia i dati dell’EU Settlement Scheme che dell’AIRE sono aggiornati rispettivamente al 30 giugno e 13 luglio 2020. A questo indirizzo internet è possibile consultare la ricerca completa in formato pdf.

@AleAllocca


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