Esordio incandescente per Rishi Sunak a Westminster

Il neo primo ministro sotto attacco dal leader dei laburisti. Tra le promesse, 15mila nuovi agenti di polizia per la sicurezza di Londra

Esordio incandescente per Rishi Sunak a Westminster

 

Esordio a Westminster al fulmicotone per Rishi Sunak nel suo nuovo ruolo da primo ministro. Per quanto sia apparso fiducioso, rilassato e pronto ad affrontare le sfide future, come lui stesso ha detto durante il discorso di insediamento, è stato immediatamente protagonista di uno scontro a fuoco con il leader laburista all’opposizione. Keir Starmer gli ha contestato la politica economia, quella finanziaria, finanche la composizione del suo governo.

In particolare la nomina di Suella Braverman al ministero degli Interni a pochi giorni dalle sua dimissioni. Una nomina, che secondo Starmer, è stata possibile grazie ad accordi ”spregevoli” all’interno dei Tory. ”Ha commesso un errore di giudizio”, ha ammesso Sunak, dicendosi però felice di averla in squadra e annunciando un aumento di 15mila agenti di polizia per la sicurezza di Londra. Il primo premier di origini asiatiche ha poi ribadito il suo no categorico a elezioni anticipate, invocate in aula.

Nel dibattito con il leader laburista, Sunak ha anche promesso di proteggere i più vulnerabili della società britannica, come già “ho fatto nei periodi peggiori della pandemia da Covid“. E ha detto che ”non vede l’ora di collaborare con il popolo scozzese’‘, riferendosi alla volontà del primo ministro scozzese Nicola Sturgeon di voler chiedere un referendum sulla indipendenza.

Ma lo scontro a tutto campo tra i due leader politici è stato in particolar modo incentrato sull’economia e sulle tasse. Starmer ha contestato le promesse del nuovo premier di misure “compassionevoli“, sfidandolo fra l’altro provocatoriamente ad eliminare i privilegi fiscali sfruttati fino a pochi mesi fa dalla sua stessa consorte – ricca ereditiera indiana – grazie alla legislazione che esenta dalle tasse i profitti di attività di business “non dom“, non domestici, raccolti all’estero da facoltosi contribuenti residenti nel Regno.

Rishi Sunak, incoraggiato da una maggioranza apparentemente rianimata dal passaggio di consegne fra Truss e lui, ha replicato con piglio combattivo, rivendicando al suo partito il mandato ad attuare il manifesto elettorale premiato alle urne dalla vittoria del 2019.