Biden o Trump: cosa cambia per Londra (e per la Brexit)

Mentre il mondo segue il conteggio dei voti in America, in UK ci si chiede: “Come cambierà la special relationship tra UK e US?”

Biden o Trump: cosa cambia per Londra (e per la Brexit)

 

Chiunque vinca le elezioni americane, senza dubbio la relazione speciale tra i nostri due Paesi continuerà”. Commenta così, con una risposta standard, il ministro degli esteri britannico Dominic Raab quando interrogato dai giornalisti sul futuro della relazione diplomatica tra Gran Bretagna e Stati Uniti.

Una relazione, quella tra i due paesi, che ha radici storiche che partono dal 19esimo secolo e che si basa non solo su legami culturali e di amicizia tra le due nazioni anglofone, ma anche commerciali e politici.

Ancora è bilico la poltrona del prossimo inquilino della Casa Bianca, anche se i risultati parziali vedono nettamente in vantaggio Joe Biden. Ma quel che è certo l’ alleanza transatlantica tra i due paesi cambierebbe molto nel caso di una vittoria del Democratico Biden.

A partire dalla Brexit. Biden è infatti molto legato alle radici irlandesi della sua famiglia (da parte di madre) e di quelle di molti americani, e ha definito apertamente la Brexit “pura follia, sottolineando più volte come l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea metterebbe in pericolo l’accordo del Venerdi Santo (trattato di pace che mise fine al conflitto in Irlanda del Nord del 1998) e la tregua tra cattolici e protestanti.

Senza contare poi, dell’antipatia personale tra lo stesso Biden e il premier britannico Boris Johnson, che ha definito il candidato democratico alla Casa Bianca “un clone di Trump a livello fisico ed emotivo”.

Che ne sarebbe quindi, dei negoziati per un accordo commerciale bilaterale post-Brexit tra Stati Uniti e UK? Quel che è certo che nel caso di vittoria di Biden le trattative tra UK e US dovrebbero essenzialmente ricominciare da capo. Ma non solo. Dovessero esserci discordie, Biden ha fatto sapere che sarebbe anche disposto a ritirare la possibilità di un trattato commerciale con il Regno Unito.

Le cose potrebbe invece più facili nel caso di un secondo mandato di Trump, sempre più difficile che avvenga. Da un lato, l’attuale Presidente ha molto in comune con il premier Johnson: entrambi populisti, controtendenza ma popolari, i due sono anche ottimi amici. Non a caso, Boris Johnson è spesso soprannominato “il Trump britannico”.

Sul piano della Brexit, sappiamo poi che Trump ne è apertamente favorevole, anche ad una versione “dura” (un’uscita cioè senza accordi). Ma il repubblicano è anche un negoziatore spietato che ha più volte lasciato intendere di non essere disposto a concedere a Londra un trattato di libero scambio conveniente.

Nel lungo termine, commentano gli esperti, i negoziati tra UK e US con Biden alla guida di quest’ultimo potrebbero invece assumere toni meno conflittuali, complici la condivisione degli stessi interessi commerciali negli Stati Uniti come in Europa.

Agli elettori – americani – la scelta. I britannici invece, per questa volta stanno a guardare.

@AgostiniMea