Lavoro, aziende UK annunciano drastici tagli al personale

Da Virgin Media a Shell, ecco le aziende britanniche che ridurranno il personale nel 2016, mentre il tasso di disoccupazione in UK scende ai minimi storici

Lavoro, aziende UK annunciano drastici tagli al personale

 

Virgin Media, Asda, Shell, Brantano, Pearson. Cinque aziende britanniche in settori molto diversi tra loro (dal multimedia alle calzature), in questi giorni sono salite agli onori delle cronache per l’annuncio di consistenti tagli al personale.

‘Il 2015 è stato un anno difficile per tutti i supermarket in UK’, le parole pronunciate dal portavoce di Asda che, dopo i 200 lavoratori a rischio nel quartier generale di Leeds, ha paventato il taglio di altri 1000 dipendenti. Decisivi, in tal senso, saranno gli incontri con i rappresentanti sindacali. Ma Asda non è l’unica catena di supermercati in difficoltà. Lo scorso anno era stata Tesco a far parlare di se per la sua decisione di interrompere il rapporto di lavoro con quasi 10.000 persone.

Sotto pressione anche il settore petrolifero, dove è un corso un processo di consolidamento e si subisce il crollo del prezzo del petrolio. In seguito alla fusione con BG Group, la Shell taglierà 10.000 posti di lavoro, azione annunciata poco dopo l’ufficialità della fusione e motivata adducendo ai ‘tempi magri’ che attendono il settore.

Circa 2000 posti di lavoro sono a rischio nel settore retail per la crisi di Brantano, una catena di negozi di scarpe con 200 punti vendita nel Regno Unito. La settimana scorsa, l’azienda basata nel Leicestershire è entrata in administration solo pochi mesi dopo essere stata acquistata da un fondo di private equity. I motivi della crisi sembrano legati ai risultati deludenti delle vendite del periodo di Natale, tradizionalmente il piú redditizio per le aziende retail.

Le novità in tema di educazione apportate dalla politica inglese sarebbero invece alla base dei tagli previsti dalla Pearson, colosso mondiale nella settore della formazione, e fino a pochi mesi fa proprietario del Financial Times. Pearson si vedrà costretta a tagliare un 10% del personale che oggi conta quasi 5000 dipendenti (tagli che dovrebbero avvenire entro la prima parte dell’anno).

Diversa la situazione che sta vivendo Virgin Media. Tom Mockridge, chief executive della compagnia che opera in ambito multimediale, ha dichiarato che ‘nei prossimi tre anni Virgin Media subirà una profonda trasformazione’.  Il primo passo di questo rinnovamento porterà al licenziamento di 900 dipendenti impiegati nel Regno Unito (anche se non è stato specificato dove questi tagli avverranno). Annunciato ciò, però, lo stesso Mockridge ha sottolineato che la forza lavoro di Virgin Media, solo nel 2016, aumenterà di 2000 unità (dai 23.000 impiegati attuali salirà infatti a 25.000).

Motivi per guardare al futuro con serenità comunque non mancano. Secondo l’ONS (Office for National Statistics) il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è ai minimi storici (5.1%), e il numero di occupati continua a crescere (nei tre mesi da Settembre a Novembre 2015, il numero di persone occupate è salito di 267,000 unità). L’economia britannica continua a crescere e per un azienda che riduce il personale ce n’è un altra che assume. Una su tutte Amazon, azienda leader nel commercio on line, che per il 2016 ha annunciato la creazione di 2500 nuovi posti di lavoro in tutto il Regno Unito, cifra che farà salire i dipendenti totali a 14.000.

Sullo sfondo rimane il tema dei salari, che aumentano ma molto lentamente. Nell’ultimo anno, l’ONS ha registrato un incremento medio modesto, pari all’1.9%. In uno scenario di quasi piena occupazione, sarebbe lecito aspettarsi qualcosa di piú.

Andrea Nalio

Londra, 25/1/2016

foto: wikimedia