Addio a Denis Mack Smith, l’inglese che raccontò l’Italia

E' stato il più venduto autore di storie d’Italia dopo Montanelli. Il ricordo dell'Ambasciatore a Londra Pasquale Terracciano

Addio a Denis Mack Smith, l’inglese che raccontò l’Italia

È morto ieri alla veneranda età di 97 anni il grande storico e biografico britannico Denis Mack Smith, autore di innumerevoli scritti sulla storia italiana dal Risorgimento in poi.  Un inglese che con il suo straordinario talento di scrittore e divulgatore, e con il punto di vista di un osservatore d’oltre Manica, ha aiutato il mondo (italiani compresi) a capire la storia dello Stivale degli ultimi due secoli.

Un curriculum invidiabile, una carriera piena di soddisfazioni e vendite da record: laureatosi a Cambridge con una tesi sul Risorgimento italiano, diventò poi membro della British Academy, del Wolfson College di Cambrigde, dell’All Souls College di Oxford e dell’American Academy of Arts and Sciences – posizioni che gli permetteranno di formare nel tempo parecchi studiosi britannici specialisti del nostro paese.  Per tutta la sua vita Mack Smith scrisse testi storiografici sull’Italia divenendo un punto di riferimento per qualsiasi appassionato di storia italiana. La sua dedizione al Bel Paese fu riconosciuta anche dal Governo Italiano che nel 1996 gli concesse l’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Introdotto nella sfera culturale italiana dall’illustre Benedetto Croce, Mack Smith si fece conoscere nel 1959 quando pubblicò la sua “Storia d’Italia”, capolavoro di grandissimo successo commerciale (vendette all’epoca oltre 150 mila copie) ma che al tempo fece grandissimo scalpore tra gli accademici italiani, che lo reputarono troppo aneddotico ed eccessivamente divulgativo. Dietro l’opera dello storico si nascondevano in realtà le delusioni di un pubblico britannico che dopo il Risorgimento aveva scorto nell’Italia un grande potenziale per la sua impronta liberal-democratica ma che si era poi sentito tradito da un’Italia nemica e alleata del Terzo Reich.

Le numerose polemiche ricevute dai detrattori – furono soprattutto Rosario Romeo e Renzo De Felice ad esprimere il forte dissenso – non trattennero tuttavia Mack Smith dal continuare ad occuparsi di storia italiana. Pubblicò scritti oggetto di altrettante polemiche come “Vittorio Emanuele II” (1972), “I Savoia Re d’Italia” (1990), diversi saggi su Mussolini tra cui “Le guerre del duce” (1976) e “A proposito di Mussolini” (2004), che mostrarono la sua palese ostilità nei confronti del Duce.

Saranno soprattutto le figure di Garibaldi, descritto come colui che “combatté per la gente oppressa ovunque ne trovasse” e di Mazzini, ricordato come “repubblicano, patriota e di gran lunga il maggior profeta del Risorgimento” a suscitare in lui una incommisurabile ammirazione. Risultò invece critico nei confronti di Cavour, considerato un abile politico ma “disonesto, maldestro e sbagliato” e di Vittorio Emanuele II, rappresentato nelle sue opere come figura moralmente discutibile e dilapidatore di denaro pubblico.

“L’Italia si ricorderà sempre del professore Mack Smith” ha scritto in una nota l’Ambasciatore d’Italia a Londra Pasquale Terracciano commentando la notizia della sua morta “e per sempre apprezzerà il suo contributo dato allo studio della storia moderna del nostro paese.


One Response to "Addio a Denis Mack Smith, l’inglese che raccontò l’Italia"

  1. Giancarlo Orlandini   August 7, 2017 at 10:21 pm

    caro Mr. Smith grazie per il suo alto contributo alla conoscenza. E’ davvero strano e inconsueto, ma non troppo, che un inglese sia stato capace di aprire gli occhi agli italiani sulla loro storia. E il punto veramente buffo, per dire, è che molti italiani non hanno ancora capito di quale pasta sono fatti, anche se Mr. Smith glielo ha scritto senza perifrasi con una chiarezza da lasciarli sbigottiti. Grazie ancora, Mr Smith forse lo capiranno fra qualche decennio, forse. Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.R.I.P.