Sistema a punti: cosa devono fare gli europei in UK e chi vuol trasferirsi per lavorare

C'è tempo fino al 31 dicembre per entrare nel Regno Unito attraverso la libera circolazione delle persone. Poi entreranno in vigore le nuove restrizioni

Sistema a punti: cosa devono fare gli europei in UK e chi vuol trasferirsi per lavorare

 

Se ancora sognate Londra, o più in generale il Regno Unito, cominciate a fare i bagagli in quanto solo chi arriverà entro il 31 dicembre di quest’anno potrà beneficiare delle norme transitorie ancora in vigore.

Chi arriva entro questa data, potrà fare domanda di pre-settled status ed ottenere un permesso di soggiorno permanente dopo cinque anni, senza dover pagare alcun costo all’Home Office e senza dover dimostrare reddito, livello di istruzione o altro. Dal primo gennaio 2021, le bellezze britanniche si potanno solo visitare, per un massimo di sei mesi, ma non sarà tanto facile stabilirsi qui in modo permanente.

Il 19 febbraio scorso, il governo ha annunciato che il nuovo sistema a punti vedrà il Regno Unito aperto solo alle menti “migliori e più brillanti”, e la fine della libera circolazione con l’Unione Europea metterà sullo stesso piano tutti coloro che – europei e non – desiderano una vita in UK.

L’idea generale è quella di limitare e ridurre i flussi migratori, creando un sistema (che in realtà già esiste per gli extra-europei) che garantirà l’accesso solo a chi ha determinati requisiti. Chi ha intenzione di lavorare, dovrà avere almeno un diploma o in alcuni casi una laurea per poter fare domanda di ingresso. Sarà agevolato chi è nel settore scientifico o ingegneristico.

Sarà inoltre necessario nella quasi totalità dei casi avere un’offerta di lavoro con uno stipendio di almeno 25.000 sterline annue, ed avere conoscenza della lingua inglese. Secondo le stime governative, il 70% degli europei che si trovano già in UK non riuscirebbero a soddisfare questi requisiti.



Società ed imprese basate nel Regno Unito dovranno ottenere una licenza dall’Home Office per sponsorizzare lavoratori stranieri, e cioè anche lavoratori europei e pagare una tassa per ogni lavoratore non britannico impiegato. Anche per gli studenti ci sarà un sistema a punti, alla pari con i loro colleghi extra europei che al momento, per accedere alle università britanniche, hanno bisogno di un’offerta da parte di un’istituzione seria e riconosciuta come tale dalle autorità britanniche.

Gli studenti dovranno anche dimostrare conoscenza della lingua inglese e capacità di mantenersi agli studi senza ricorrere a fondi pubblici. L’unica eccezione alla necessità di avere un livello di istruzione equivalente almeno al diploma, è nel settore dell’agricoltura, dove ci sarà un tetto massimo di 10.000 permessi stagionali. Questi permessi però saranno limitati nel tempo, ed alla fine della stagione si dovrà lasciare il Regno Unito.

Non ci sono programmi simili in altri settori dove esistono ruoli che non richiedono un diploma o una laurea, come ad esempio nel settore della ristorazione o edile. Chi rimarrà fuori sono coloro che intendono aprire un business in UK. Fino a qualche tempo fa infatti esisteva un visto per imprenditori, applicabile agli extra-europei, ma è stato abolito e pare non ci sia da parte del governo di Sua Maestà l’intenzione di ripristinarlo, per europei e non.


L’autrice di questo articolo è Gabriella Bettiga director di MGBe Legal. Per contattarla gabriella@mgbelegal.com

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