Coronavirus: a Londra sospesi campionati, parate ed elezioni

Lanciata anche una petizione pubblica che chiede al governo di imporre misure più restrittive per far fronte all’emergenza sanitaria

Coronavirus: a Londra sospesi campionati, parate ed elezioni

 

Continuare a lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno venti secondi, e l’invito a restare in isolamento per 7 giorni se si presentano sintomi di coronavirus (febbre alta e/o tosse violenta). Ma intanto scuole ed Università rimangono aperte, così come pub, bar, ristoranti e luoghi di aggregazione sociale.

Queste, in sintesi, le raccomandazioni del governo britannico, annunciate ieri dal premier Boris Johnson in conferenza stampa. 

Siamo di fronte alla più grave crisi sanitaria in una generazione, prepariamoci a dire addio a molti dei nostri cari” ha aggiunto.

A Londra e nel resto del Regno Unito, la vita continua quindi a scorrere normale, e poche sono le persone a girare con la mascherina.  Ma nonostante le line guida comunicate dal governo, per molti in Inghilterra la situazione è tutt’altro che “business as usual”. 

Non sono pochi gli scienziati che criticano l’approccio adottato dal governo britannico nei confronti dell’emergenza sanitaria che ha costretto molte altre nazioni a prendere misure restrittive simili a quelle in Italia. Online anche una petizione che chiede a Westminster di cambiare strategia e far fronte all’emergenza, che ha superato in poche ore 30mila firme (con 100mila, la proposta verrà discussa in Parlamento).

Se gli eventi di massa a Londra e nel resto del paese vengono cancellati, questo rimane una scelta delle singole organizzazioni e non perché hanno messo in atto direttive del governo. Come ad esempio la celebre parata di St.Patrick, dedicata al patrono irlandese e che puntualmente si svolge a Londra e in Irlanda il 17 marzo di ogni anno, che è stata annullata. Nonostante non sia stato imposto alcun divieto contro lo svolgimento di grandi eventi all’aperto, il tradizionale appuntamento quest’anno non avrà luogo.

Mentre quella in Irlanda era già saltata all’inizio di questa settimana, la comunicazione sulla cancellazione dell’evento londinese è arrivata solo poche ore fa dal sindaco, Sadiq Khan. “Sono incredibilmente dispiaciuto, ma quest’anno la parata è cancellata, perché molti performer e partecipanti non sono in condizioni di venire a causa della minaccia del coronavirus“, ha twittato il primo cittadino.

A soffrire anche il mondo dello sport. Dopo lo stop a Champions e Europa League, anche la Premier League ha deciso di sospendere tutte le competizioni fino al 4 aprile. La decisione è arrivata a seguito di una riunione di emergenza tenutasi questa mattina, dopo che il manager dell’Arsenal Mikel Arteta e il giocatore del Chelsea allum Hudson-Odoi sono risultati positivi al virus. Entrambi sono ora in auto-isolamento.

Cancellata anche la mega maratona di Londra che dal 26 aprile verrà rinviata ad ottobre.

Perfino la rigida Royal Family è dovuta a correre ai ripari, rinviando il tour ufficiale di dieci giorni del Principe Carlo e la moglie Camilla in Bosnia, Giordania e Cipro, previsto per la prossima settimana, a data da destinarsi. Per la regina Elisabetta II niente più incontri ed eventi pubblici, tutto cancellato. Una scelta saggia, vista anche l’età della sovrana, che il prossimo 21 aprile compirà 94 anni.

Anche le prossime elezioni per il rinnovo della carica di primo cittadino della capitale inglese, programmate per il prossimo 7 maggio, sono state posticipate addirittura di un anno.

Intanto, il numero di casi nel Regno Unito continua a salire. Gli ultimi numeri comunicati dall’NHS, che arrivano alle ore 14 del 13 marzo, parlano di un aumento di 208 persone nelle ultime 24 ore. Positivo anche un autista della Jubilee line, una delle linee della metropolitana londinese. Ma per il momento le autorità comunicano che chiudere i trasporti pubblici diventerebbe “insostenibile” per la capitale britannica.

@Agostinimea