Post Brexit: il Regno Unito registra un crollo record degli scambi commerciali con l’UE

La pandemia e la nuova burocrazia alle frontiere hanno rallentato importazioni ed esportazioni. Il governo prende provvedimenti

Post Brexit: il Regno Unito registra un crollo record degli scambi commerciali con l’UE

 

A gennaio il Regno Unito ha registrato un crollo record del 41% delle esportazioni verso l’Unione Europea, primo mese dopo la fine della transizione post Brexit. Lo certificano i dati mensili dell’ONS – Office for National Statistics – indicando un parallelo calo del 29% delle importazioni.

Si tratta di dati non inattesi, ma comunque pesanti, anche se inferiori a quanto stimato dai trasportatori: dati legati in parte agli intoppi iniziali innescati dal nuovo sistema di regole e controlli, il cui assestamento andrà verificato a medio termine.

A tal proposito, e per cercare soprattutto di recuperare quanto perso da inizio anno, l’UK ha rinviato al primo gennaio 2022 la piena entrata in vigore dei controlli doganali a seguito dell’uscita dall’Unione Europea. Il rinvio è stato giustificato soprattutto per venire incontro alle imprese britanniche che, a causa della pandemia in atto e della nuova burocrazia, hanno registrato forti difficoltà a mantenere su certi livelli il loro business.

Fino a quando non saranno in funzione le infrastrutture, con i sistemi informatici pronti e un processo stabilito di documentazione richiesta e controlli, sarebbe folle introdurre la pienezza dei requisiti per i certificati sanitari all’esportazione, le pre-notifiche per le importazioni, i controlli fisici delle merci. Accogliamo favorevolmente la decisione del governo“, ha detto Andrew Opie, direttore cibo e sostenibilità del British Retail Consortium, il consorzio britannico per la vendita al dettaglio.

Avevamo chiesto al governo di considerare un’estensione e siamo lieti che i ministri abbiano agito. Questo permetterà al nostro commercio sul continente di proseguire in maniera fluida fino a quando i nuovi impianti saranno completi“, ha aggiunto Richard Ballantyne, chief executive della British Ports Association, “C’è ancora molto da fare“, ma il rinvio aiuta i porti e la logistica che, come si immagina, stanno subendo forti ripercussioni dettate dal particola periodo storico.

Per avere un senso maggiore della crisi che si sta registrando lungo i confini tra UK e EU, basti ricordare che nel 2019 le esportazioni del Regno Unito verso i 27 stati membri sono state di 294 miliardi di sterline (43% di tutte le esportazioni del Regno Unito) mentre le importazioni in UK dall’UE sono state di 374 miliardi di sterline (52% di tutte le importazioni che si registrano in UK).

@AleAllocca