Un calcio al Covid: Stamford Bridge diventa un centro di vaccinazione

Il governo dà un'accelerata alla campagna da oggi aperta anche agli over 18

Un calcio al Covid: Stamford Bridge diventa un centro di vaccinazione

 

Un calcio al Covid, verrebbe da dire vedendo la nuova location scelta per la nuova fase della campagna vaccinale lanciata in Inghilterra.

Da domani (sabato 19 giugno) anche lo Stamford Bridge, storica sede del Chelsea, ospiterà un hub dove tutti gli adulti potranno vaccinarsi, dato che l’ulteriore novità sta nel fatto che l’NHS ha dato il via libera alla somministrazione della prima dose anche agli over 18.

La scelta dello Stamford Bridge, così come di altri stadi di Londra, compreso quello dell’Olympic Park attuale sede del West Ham, oltre ad aumentare la capacità ricettiva da parte del sistema sanitario nazionale, risulta anche un invito rivolto soprattutto al pubblico più giovane per dare il proprio contributo alla lotta al coronavirus.

Infatti, il governo sta notevolmente accelerando sulla campagna vaccinale perché i numeri non stanno offrendo una buona fotografia dello stato pandemico nel paese, dove la variante Delta si sta diffondendo con una considerevole rapidità.

Per tale motivo che da oggi ogni adulto potrà ricevere il vaccino, con il progetto di somministrare almeno una dose a tutti entro un mese. Fino ad ora 42 milioni hanno ricevuto la prima dose, circa l’80% della popolazione adulta, e 30milioni entrambe, circa il 50%, ma l’obiettivo principale  è giungere almeno al 70% degli over 18 vaccinati anche col richiamo entro metà luglio.

I numeri, del resto, parlano chiaro. La variante Delta, dopo essere diventata dominante nel Regno Unito, ha fatto aumentare notevolmente i contagi nel Paese fino a superare gli 11.000 nuovi casi nell’arco di 24 ore, e 19 vittime: si tratta del picco più alto registrato negli ultimi quattro mesi, con il 91% dei contagiati legati proprio alla variante indiana.

Sicuramente la popolazione torna a una sensazione collettiva di preoccupazione, calcolando che fino a qualche tempo fa l’UK era considerato un modello sul fronte del tasso d’immunizzazione, grazie anche alla capacità che Downing Street ha avuto di ottenere le dosi di vaccino prima di tanti altri paesi, oltre ad aver imposto il lockdown il più lungo mai attuato in tutta Europa. Partito da metà dicembre, sta ancora andando avanti, anche se con vari alleggerimenti rilasciati nel corso dei vari mesi, in vista dell’eventuale conclusione definitiva prevista per il 19 luglio.