Italia batte UK 524 a zero: il verdetto impietoso dell’Eurovision

Per il Times, la disfatta del rappresentante britannico è "la Brexit piú dura".

Italia batte UK 524 a zero: il verdetto impietoso dell’Eurovision

 

Vista da Londra, la vittoria dei Maneskin all’Eurovision Song Contest regala un doppio sorriso. Da un lato la soddisfazione per il trionfo della band romana, meritatissimo. Dall’altro, confessiamolo, una subdola, malcelata, gioia per la disfatta del rappresentante britannico, come se questo servisse in qualche modo a ‘vendicare’ le miserie inflitteci dalla Brexit.

Quello che colpisce è l’abisso tra i due paesi. Tra giuria popolare ed esperti l’Italia ha ricevuto 524 voti. Il Regno Unito ne ha avuti zero. Esattamente zero. Un risultato patetico, per il paese che ha regalato al mondo i Beatles, i Queen e Amy Winehouse, da sempre all’avanguardia nel mondo della musica leggera. Anche nell’ultima edizione il Regno Unito era arrivato ultimo, su 39 paesi, ma almeno qualche punticino lo aveva portato a casa. Quest’anno la disfatta è totale ed inappellabile.

Per carità, nulla contro James Newman. La sua canzone, “Embers“, è gradevole, ballabile, ma nulla di più. Dopo il primo ascolto la si dimentica subito. Lui è anche simpatico e l’ha presa con filosofia. Ma il cantante dello Yorkshire ha meno glamour di un piatto di pasta in bianco scotta. Il confronto con i Maneskin è impietoso: i nostri ragazzi sono sexy, tostissimi, pieni di energia, irriverenti, musicalmente impeccabili, autentici interpreti di un rock sincero e viscerale.

L’Italia, ci diciamo sempre, non è un paese per giovani. Ma riesce sempre a sorprenderti, come quando si dimostra capace di portare un gruppo di ventenni a competere con il resto d’Europa e a vincere. Cantando un brano nella nostra lingua, mentre quasi tutti i rappresentanti di altri paesi scelgono di cantare in inglese.

Non sappiamo se l’assenza di preferenze per il Regno Unito da parte delle giurie e del pubblico europeo (ma votano anche Israele e Australia) sia legata a invidia o a ripicche geo-politiche ma qualche sospetto c’è, e sembra averlo anche la stampa britannica.

“Dopo quasi cinque anni dal referendum, forse questa è stata la Brexit piú dura” scrive il Times, definendo i zero punti una umiliazione e concludendo che il Regno Unito deve fare di meglio (“the UK must try harder“) senza specificare come. Magari, ci permettiamo di suggerire, potrebbe cominciare a trattare meglio gli europei alla frontiera ed evitare di mandare navi da guerra nelle acque francesi.

“La nostra vittoria potrebbe essere un messaggio di speranza” ha detto Victoria De Angelis, la bassista dei Maneskin. Ce lo auguriamo di cuore anche noi.