In UK in corso il più grande sciopero nella storia dell’NHS

I sindacati rivendicano un aumento salariale di circa il 19% ma per il Governo non è fattibile

In UK in corso il più grande sciopero nella storia dell’NHS

 

Giornata nera per la sanità pubblica britannica per uno sciopero congiunto di infermieri, autisti di ambulanze e personale paramedico, dopo le manifestazioni delle scorse settimane che portano gli ospedali vicini al punto di rottura. Una situazione così critica che il direttore di NHS Providers Julian Hartley ha chiesto al governo di riaprire il tavolo negoziale per trovare un accordo salariale con i sindacati. Secondo dati ufficiali, a causa dell’ondata di scioperi nel settore sanitario pubblico, cominciata lo scorso dicembre, oltre 88 mila visite mediche sono state cancellate.

La novità del giorno è l’adesione congiunta alla mobilitazione da parte di tutte le professioni della categoria che rivendicano un aumento dello stipendio per far fronte al rincaro della vita quotidiana, con un’inflazione che supera il 10%. Anche il sindacato degli infermieri, il Royal College of Nursing (RCN), ha indetto uno sciopero per domani mentre quello delle ambulanze si appresta a una nuova protesta venerdì. In risposta alla maxi protesta odierna la direzione di NHS ha esortato il pubblico a utilizzare i servizi di emergenza “ragionevolmente“, avvertendo che il servizio si sta avvicinando a un “punto critico“.

Il Ministro della Salute Steve Barclay ha avvertito che “nonostante le misure di emergenza messe in atto, gli scioperi guidati dai sindacati delle ambulanze e degli infermieri di questa settimana comporteranno inevitabilmente ulteriori ritardi per i pazienti che stanno già affrontando attese più lunghe a causa dei ritardi nelle cure accumulati a causa del Covid“.

Tuttavia il Governo non intende fare ulteriori passi verso i lavoratori per quanto riguarda gli stipendi. “Il Governatore della Banca d’Inghilterra ha avvertito che se proviamo a battere l’inflazione con forti aumenti salariali, la situazione non fara’ che peggiorare e le persone non staranno meglio” ha argomentato Barclay. Per cercare di rassicurare i cittadini e di appianare il clima di tensione, il ministro ha assicurato di aver avuto “discussioni costruttive con i sindacati sui salari e continuo a sollecitarli a porre fine agli scioperi. E’ tempo che i sindacati guardino avanti e inizino un dialogo costruttivo“.

Il movimento sociale riguarda soprattutto l’Inghilterra e il Galles, dove trattative corso trattative, ma no la Scozia dove il governo ha già raggiunto un accordo salariale. A causa delle politiche di austerità che hanno duramente colpito NHS, in 10 anni la retribuzione degli infermieri e’ diminuita di quasi il 20% in termini reali. I sindacati rivendicano un aumento salariale di circa il 19%.