“In aereo da Napoli a Londra, ho lasciato in Italia la psicosi da coronavirus”

Il video racconto del nostro giornalista Raffaele Vallefuoco che proprio ieri è rientrato nella capitale inglese

“In aereo da Napoli a Londra, ho lasciato in Italia la psicosi da coronavirus”

 

Se il Coronavirus non si ferma ai confini nazionali, anzi li travalica, la paura no, quella sembra fermarsi in Italia. È la sensazione di quanti, me compreso, varcando il confine britannico, si lasciano la psicosi del coronavirus per immergersi in un bagno di razionalità.

Intraprendo il mio volo di rientro nella capitale inglese giovedì 27 febbraio, dopo aver viaggiato all’andata, proprio da Napoli, dove abbiamo avuto controllata la temperatura corporea attraverso un rapido check con termometro digitale. Un controllo effettuato in una manciata di secondi. Nessun intoppo, nessuna complicazione.



A Londra Luton, come del resto negli altri hub, non c’è, invece, lo screening sanitario. Nessuna misurazione, nessun tampone.

La lunga fila che precede il controllo al gate si protrae in un ambiente promiscuo. Viaggiatori provenienti da diversi scali si ritrovano nell’hangar per i controlli. Molti in mascherina, il resto dei passeggeri in transito, senza.

A Napoli, dove ho avuto occasione di transitare in più occasioni in queste settimane, il numero di persone che indossavano la mascherina è di volta in volta aumentato. Oggi, però, a metterla non sono solo gli italiani. In moltissimi, anche stranieri.


 

Sull’aereo per Londra una buona percentuale di viaggiatori continua ad averla. Ma all’arrivo, a Luton, gli stessi che avevo incrociato, la allentano per spostarla sul mento. Al gate per i controlli nessuna misurazione. Il brusio, la sorpresa, i commenti.

Non c’é controllo” esclama un passeggero. Poi, guardando alla lunga fila si domanda: “Brexit o coronavirus?” È bene evidenziare che un check rafforzato viene comunque assicurato negli scali con voli diretti con la Cina, dove un team di esperti è stato installato ad Heathrow chiamato a supportare chiunque, volando dalla Cina, presenti sintomi.

Il paese inglese, quindi, si mostra al mondo un approccio che mira a rassicurare e non ad alimentare la psicosi. Una scelta che paga? Al momento sì, con bassa diffusione del virus e stile di vita inalterato.


Brexit, attualità, cronaca, lavoro eventi.  Il meglio delle notizie di Londra Italia in una email settimanale da non perdere. Iscriviti ora, è gratis.