Crisi del gas: in UK bollette alle stelle, scaffali semivuoti e posti di lavoro a rischio

Si è registrata una crescita del costo del gas del 324% rispetto al settembre 2020

Crisi del gas: in UK bollette alle stelle, scaffali semivuoti e posti di lavoro a rischio

 

Bollette alle stelle, scaffali semivuoti, posti di lavoro a rischio, centrali nucleari in difficoltà: sono queste le conseguenze principali della crisi del gas che sta scuotendo in questi giorni il Regno Unito. All’origine di tutti questi problemi c’è la scarsità della materia prima, dovuta da un lato a un inverno freddo trascorso in lockdown, che ha portato a un aumento dei consumi e alla ridotta produzione di energie alternative durante l’estate per questioni meteorologiche non favorevoli.

Qualcuno sostiene anche che uno dei fattori che porta alla penuria di gas consista anche nelle forniture ridotte dalla Russia, che cercherebbe in questo modo di fare pressione sull’Europa per ottenere il benestare al nuovo impianto Pipeline Stream 2, i cui disegni sono in fase di studio da patte dell’Unione.

Aumento esponenziale delle bollette
Fattori svariati e non sempre chiari, dunque, che hanno portato però a una conseguenza ben precisa: Oltremanica il costo del gas è aumentato in modo esponenziale negli ultimi mesi, con una crescita del 324 per cento rispetto al settembre del 2020, e del 70 per cento nell’arco di pochi mesi. La conseguenza diretta di questa impennata sarà l’aumento delle bollette, che arriverà a colpire le famiglie in un autunno già difficile, per via dell’onda lunga della crisi economica determinata dalla pandemia.

Una difficoltà cui va aggiunto anche un altro elemento, ovvero la ridotta disponibilità di Co2, cioè anidride carbonica, che nuoce quando è dispersa nell’aria che respiriamo, ma se viene purificata e trattata diventa essenziale per molti settori produttivi. Questa Co2 “buona” è il prodotto secondario delle industrie di fertilizzanti, solo che due impianti che forniscono il 60 per cento del fabbisogno britannico sono stati chiusi di recente per problemi di costi di approvvigionamento del gas e quindi la sua produzione si è bloccata.

Scaffali vuoti anche per via del gas?
Peccato che l’anidride carbonica, dopo essere stata purificata con processi complessi, serva per produrre le bibite gassate e venga usata dall’industria alimentare in vari modi, per tramortire gli animali prima della macellazione, ma anche per gli imballaggi di carni e verdure. Il che porta alla seconda conseguenza pericolosa della crisi del gas in Uk: il rischio di trovare gli scaffali vuoti nei supermercati, paventato anche da Ian Wright, Ceo dell’organizzazione che sovrintende al settore di alimenti e bevande. Un problema non da poco, che si somma al fatto che da qualche tempo molti supermercati britannici non sono più forniti come prima per via della Brexit e delle difficoltà di importazione dall’Europa.

La terza conseguenza pesante riguarda poi il mondo del lavoro, visto che la scarsità di materia prima si è trasformata in un boomerang per i piccoli fornitori di gas, che avevano iniziano a movimentare il mercato del Paese. Molti hanno già chiuso i battenti, altri ci stanno pensando e le proiezioni sono di chiusure massicce in arrivo, con il settore che tornerà ad essere appannaggio solo delle grandi compagnie e centinaia di posti di lavoro che salteranno.

Il Governo interviene sull’emergenza
Secondo il Times, infine, il Regno Unito rischia anche di chiudere i suoi sei impianti nucleari raffreddati con sistemi alimentati da Co2, se non si troverà una soluzione. Per affrontare questi problemi oggi, mercoledì 22 settembre, il Governo ha annunciato che investirà decine di milioni di sterline per far ripartire la produzione di Co2 in uno degli impianti che erano stati chiusi. Il contributo servirà a coprire le spese per le prossime tre settimane nello stabilimento CF Industries’ Teesside di Billingham. Un modo per evitare ulteriori rincari e contraccolpi sulle finanze di industrie alimentari e cittadini, che però potrebbe avere conseguenze a livello economico per il Paese.