“Coronavirus: chiudiamo la scuola perché ci sono studenti italiani”. Poi la correzione e le scuse

La lettera inviata ai genitori dal preside di tre istituti privati inglesi. L'intervento dell'Ambasciata italiana a Londra

“Coronavirus: chiudiamo la scuola perché ci sono studenti italiani”. Poi la correzione e le scuse

 

Prima una lettera inviata il 26 febbraio dai dirigenti scolastici ai genitori  comunicando che le scuole chiudevano per la presenza di studenti italiani e che quindi c’era necessità di una “profonda pulizia” per scongiurare il pericolo di diffusione del coronavirus, quindi la correzione e le scuse datate 28 febbraio dove si sostituiva la formula spiegando che le precauzioni venivano prese a seguito del rientro di studenti da un periodo di vacanze trascorso in Italia. Infine la nota dell’Ambasciata italiana datata 3 marzo in cui si chiede di fare attenzione per non creare un “caso Italia” in UK attorno al coronavirus.

Questo il riassunto di quanto accaduto nel corso dell’ultima settimana all’interno di tre istituti privati inglesi a Stoke Poges e Redbridge diretti dal medesimo preside: Chris Drew.

Proprio il signor Drew il 26 febbraio prese la decisione di chiudere fino al 2 marzo i tre istituti per effettuare una profonda pulizia scrivendo nella lettera inviata ai genitori “because our schools have some students of Italian origin“. Subito la polemica per il tono alquanto discriminatorio utilizzato nel testo, ed ecco che due giorni dopo lo stesso Drew, scusandosi, chiarì che la chiusura era a seguito del rientro di studenti che avevano trascorso i giorni di vacanza dell’half term lungo le piste innevate del nord Italia, a qualche centinaio di chilometri di distanze dalla zone rosse del coronavirus.

Ma non sono bastate le quasi immediate scuse per l’errore commesso. L’Ambasciata italiana, per mano di Alberto La Bella, resposabile delle comunicazioni della sede di Londra ha scritto nei giorni a seguire al preside Chris Drew chiedendo di mostrare maggiore attenzione nell’inviare comunicazioni ufficiali legate proprio alla vicenda del covid-19 essendo già state emanate dal governo britannico tutte le direttive da seguire in caso una persona rientri da una delle zone rosse dell’Italia e che, in nessuna di queste direttive, viene riportato di chiudere una scuola semplicemente perché è frequentata da italiani. In basso le tre lettere della vicenda secondo l’ordine temporale in cui sono state diffuse.

Ampliando il raggio d’azione, nei giorni scorsi il primo ministro Boris Johnson ha convocato il comitato di crisi per affrontare una eventuale epidemia. Ad oggi sono 53 i casi di contagio diagnosticati nel Regno Unito e varie le scuole che hanno deciso di chiudere per precauzione. Gli esperti del sistema sanitario nazionale inglese hanno confermato che nei prossimi giorni ci sarà un sostanziale aumento dei contagi ma che si stanno prendendo tutte le misure per contenerlo il più possibile.

La prima letteria inviata dal preside Chris Drew
La seconda lettera con la correzione e le scuse
La lettera inviata dall’Ambasciata italiana a Londra

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