Brexit: ok del Parlamento e dal Governo arriva il “white paper”

498 parlamentari hanno ratificato la decisione della maggioranza del popolo UK di lasciare l'UE. Per il Governo May strada spianata per applicare l'Articolo 50

Brexit: ok del Parlamento e dal Governo arriva il “white paper”

 

Il Parlamento ratifica la volontà della maggioranza del popolo UK di uscire dall’Unione Europea. La conferma giunge dopo la votazione avvenuta ieri alla House of Common dove 612 parlamentari si sono espressi in merito: di questi, 498 hanno avallato il risultato del referendum del 23 giugno, e 114 si sono opposti, mentre 38 dei 650 totali si sono astenuti. Un passaggio obbligato dopo che l’Alta Corte e la Corte Suprema avevano stabilito che il Parlamento avrebbe dovuto ratificare, o meno, la volontà espressa dal popolo.

Con il doppio consenso, popolo e Parlamento, il Governo di Theresa May ha la strada spianata per richiedere l’applicazione dell’Articolo 50, ossia quella serie di azioni che permettono a un paese membro di uscire per l’appunto dall’Unione Europea. Ma, come è ben noto, sono numerosi gli aspetti che devono essere presi in considerazione prima che questo avvenga.

Già nelle passate settimane la May aveva anticipato alcune delle azioni, ma oggi ha ufficialmente presentato il documento per mettere in atto la Brexit, comunemente definito white paper:  75 pagine nelle quali si affrontano numerosi punti che avranno a che fare in particolar modo con i  futuri rapporti tra UK e gli altri paesi membri.

Il primo punto è di natura commerciale: il Regno Unito rinuncerà al mercato unico ma allo stesso tempo cercherà di adottare un nuovo regime doganale che permetterà un libero scambio delle merci.

C’è poi la questione immigrazione: verrà introdotto un nuovo sistema di controllo sui flussi migratori in entrata, che però non ostacoli le imprese che hanno bisogno di professionalità che non riescono a trovare nel Regno Unito. Lo stesso varrà per gli studenti che, realmente, dimostreranno di entrare in UK per seguire un percorso di studi.

Altro punto fondamentale riguarda il rapporto degli “expats”dei migranti e dei rispettivi paesi d’origine: in programma accordi speciali con quei paesi europei che vantano forti comunità proprio in UK. Ma anche con quelle nazioni dove c’è una forte presenza di britannici.

In merito alla sovranità, la Gran Bretagna lascerà la giurisdizione della Corte di giustizia europea, adottando meccanismi di risoluzione separati soprattutto per questioni legate alle controversie commerciali.

Altra questione di assoluta importanza, i rapporti interni tra i paesi del Regno Unito. Sempre secondo il white paper, Scozia, Galles e Irlanda del Nord potranno godere di maggior potere in questioni che riguardano i singoli Paesi e il resto dell’Unione Europea, sempre però con una supervisione del Governo centrale nelle decisioni finali.

Puntando invece l’attenzione sulla tempistica, l’intero processo non durerà meno di due anni, quindi l’uscita dall’UE da parte dell’UK è prevista per la metà del 2019.

Per approfondire il piano del Governo, qui il link  dove è possibile consultare il white paper ufficiale.