A Londra il Memorial Wall: 150mila cuori in memoria delle vittime del Covid

L'iniziativa nata spontaneamente lungo le sponde del Tamigi di fronte al Parlamento

A Londra il Memorial Wall: 150mila cuori in memoria delle vittime del Covid

 

“Ogni cuore rappresenta una persona amata che il Covid ci ha portato via. Oggi, questa è la maniera che noi famiglie ed amici in lutto abbiamo scelto per ricordare i nostri cari.”

A parlare un portavoce della neonata associazione Bereaved Families for Justice che negli scorsi giorni si è dedicata, con l’aiuto di volontari, a realizzare un murale in centro a Londra, lungo le rive del Tamigi, per ricordare le vittime del Covid-19.

Si tratta di un muro lungo mezzo chilometro e alto 2 metri che conta più di 150,000 cuori rossi disegnati a mano. Alcuni contengono un messaggio di addio, di amore, altri sono semplicemente rossi. Ma si spera che nella moltitudine dei cuori “i nomi non rimangano numeri.”

I volontari si sono riuniti in gruppi di 6, nel rispetto delle norme vigenti e del distanziamento sociale. Ci è voluta più di una settimana e l’aiuto di parecchie donazioni, tramite il sito Crowdfunder, dove si può ancora contribuire all’iniziativa (a questo indirizzo).

Ma “l’opera non è terminata,” commenta tristemente Fran Hall, che l’anno scorso ha perso il marito a causa del Covid dopo solo tre settimane di matrimonio. “Non è terminata perché le persone continuano a morire e se ci saranno più morti, ci saranno più cuori.”

Nato spontaneamente dall’idea di Matt Fowler, 33 anni, che a marzo dell’anno scorso perse il padre Ian, i volontari si sono poi detti disposti a ripulire il muro, pregando però che il governo ne comprendesse l’importanza storica, politica e comunitaria. “In quanto nazione, abbiamo sofferto collettivamente; siamo distrutti e devastati, i nostri cari sono scomparsi. Questo muro serve a darci un’idea di quanti fossero.”


https://twitter.com/PaulAppleyard/status/1380172762770194434

Il sindaco Sadiq Khan ha visitato il muro descrivendo l’esperienza “straziante” e dichiarandosi favorevole affinché il memoriale rimanga lì in quanto testimonianza degli errori commessi. Così ha fatto anche il sindaco di Lambeth che ha poi twittato: “è stato molto toccante camminare per l’intera lunghezza del muro.” Quasi 10 minuti di cammino per riflettere e ricordare le vittime e le famiglie lasciate alle spalle.

“Abbiamo sofferto in solitudine fino ad adesso,” dice un’altra volontaria, “ma essere qui insieme oggi mi ha davvero fatto sentire parte di una comunità.” Altri la chiamano un’esperienza catartica o terapeutica. Ma non solo l’atto in sé, “l’opera deve rimanere,” dicono gli organizzatori, per ricordarci di quello che è accaduto e non avrebbe dovuto accadere. E per farlo di fronte alla Camera dei Comuni dove le decisioni vengono prese e dove troppi errori sono stati commessi durante questa pandemia.


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