Redditi in Italia non dichiarati: ecco cosa fare se si riceve la lettera da HMRC

Il parere del commercialista: “Importante non ignorarla per evitare accertamenti e possibili sanzioni”

Redditi in Italia non dichiarati: ecco cosa fare se si riceve la lettera da HMRC

 

Sono molti i cittadini italiani residenti nel Regno Unito che nel corso degli ultimi mesi, a sorpresa, si sono visti recapitare a casa una comunicazione da parte dell’ufficio entrate (HMRC), per informarli di essere a conoscenza di redditi esteri a loro riconducibili perché ad una prima analisi non sembrano essere stati dichiarati al fisco di Sua Maestá.

Cosí facendo al contribuente viene data la possibilitá di rivedere la propria posizione fiscale e di confermare se questa sia in ordine oppure vi sia qualche aspetto da rettificare.

Il tutto nasce da un’inziativa dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che a partire dal 2014 ha messo a punto uno standard unico globale per la raccolta e la trasmissione automatica delle informazioni finanziarie e fiscali per persone fisiche e giuridiche da parte degli intermediari chiamati ad aderirvi.

Tale iniziativa, conosciuta come Common Reporting Standard o CRS e approvata fra gli altri dai ministri delle finanze e dai governatori di oltre 100 paesi nel mondo (fra cui molte giurisdizioni che fino ad allora erano considerate paradisi fiscali), si compone di un modello di accordo intergovernativo che definisce le norme, regole comuni e le procedure per l’adempimento degli obblighi di adeguata verifica/due diligence e di comunicazione.

L’obiettivo che si pone il CRS è quello di contrastare l’evasione fiscale e dei tributi a livello globale.

L’effetto immediato per un contribuente che consegue redditi o detiene conti correnti in una giurisdiuzione che adotta il CRS e diversa da quella di dimora abituale, è che automaticamente queste informazioni verranno notificate all’Agenzia delle Entrate del paese di residenza abituale.

É grazie all’adozione di questa normativa che dal settembre del 2017 HMRC ha iniziato a ricevere informazioni da tutti i paesi firmatari dell’accordo Italia compresa.

Le lettere spedite ai contribuenti britannici sono mirate a coloro le cui risultanze fiscali non trovano riscontro con quelle inviate dalle autoritá straniere e che, secondo HMRC, “potrebbero” avere ulteriori imposte da pagare nel Regno Unito sui redditi di provenienza estera.

Infatti, grazie ai numerosi accordi bilaterali volti ad evitare la doppia imposizione siglati dal Regno Unito, fra i quali quello con l’Italia, i redditi e plusvalenze sottoposti ad imposizione alla fonte, potrebbero non subire ulteriore imposizione o subirla solo in parte una volta compensate con quelle pagabili nel Regno Unito.

Le molteplici richieste giunte agli italiani che risiedono nel Regno Unito risiedono nel fatto che l’Italia é uno dei paesi fra i piú informatizzati per quanto riguarda la gestione delle pratiche fiscali cosa che facilita all’amministrazione del Bel Paese l’invio ai propri partners di questa tipologia di informativa.

I redditi esteri piú comuni percepiti da cittadini italiani sono quelli derivanti da immobili solitamente presenti sul territorio italiano ma non vanno tralasciati anche quelli derivanti da investimenti finanziari o da partecipazioni detenute in aziende estere.

I primi sono sempre tassati alla fonte nel territorio dello stato (spesso ad un aliquta forfettaria abbastanza bassa), inducendo il contribuente a pensare che siano solamente passibili d’imposta in Italia e non nel Regno Unito.

Invece il Regno Unito, come molti altri paesi nel mondo, esercita potestá impositiva sui redditi dei propri contribuenti dovunque prodotti (“worldwide income”).

Questo significa che i redditi e le plusvalenze di origine estera vengono tassati in capo al contribuente residente nel Regno Unito indipendentemente dal paese da cui derivano, fatta salva la possibilitá di optare per il cosiddetto “metodo della rimessa” che, alle debite condizioni, permetterebbe di non doverli dichiarare.

Redditi e plusvalenze estere, salvo rare eccezioni, devono dunque essere riportate nella dichiarazione dei redditi e gli eventuali aggravi d’imposta, devono essere versate al fisco britannico.

É molto importante che queste lettere non vengano ignorate dai nostri connazionali perché il silenzio potrebbe portare all’apertura di un’accertamento da parte di HMRC, con conseguenze che potrebbero arrivare fino alle sanzioni penali nel caso venisse accertata la truffa.

L’invio di questo dipo di lettera é infatti un’alternativa al consueto accertamento con il vantaggio di poter dichiarare quanto necessario con sanzioni e interessi ridotti aderendo ai metodi di rettifica messi a disposizione da HMRC che nei casi di redditi o plusvalenze estere da dichiarare sono due la Let Property Campaign (solo per redditi da affitti) e la Worldwide Discolsure Facility (per tutti gli altri redditi e plusvalenze).

Se redditi e plusvalenze risalgono ad anni passati si potrá incorrere in sanzioni pecuniarie per la mancata dichiarazione e a interessi sul ritardo nel pagamento.

Alla ricezione di una di queste lettere il consiglio é sempre quello di rivolgersi ad un professionista per valutare la posizione fiscale ed il modo migliore di procedere.


Articolo scritto dai commercialisti a Londra Filippo Tenderini ed Enrico Corazza della Laggan & Associates Ltd