Brexit, pochi giorni per trovare l’accordo altrimenti è certo il No Deal

Ancora da chiudere i nodi su pesca e aiuti di stato, mentre è sempre più vicina la fine del periodo di transizione

Brexit, pochi giorni per trovare l’accordo altrimenti è certo il No Deal

 

Non sono bastate neppure due chiamate, nel giro di sole 48 ore l’una dall’altra, tra il premier britannico Boris Johnson e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, per risolvere la stallo sulla Brexit.

Ora i due proveranno a parlarsi faccia a faccia nei prossimi giorni. Johnson si recherà personalmente a Bruxelles in un ultimo, disperato tentativo di mantenere vivi i colloqui, salvare un accordo commerciale con l’UE e, soprattutto, scongiurare il tanto temuto scenario del No Deal, un’uscita senza un accordo ritenuta disastrosa per l’economia britannica già pesantemente colpita dalla crisi del Covid-19.

Allo stato attuale tra le due parti ci sono ancora differenze sostanziali, punti sui quali né UK né Ue sono disposti a cedere. Tre, in particolare, rimangono i nodi irrisolti: la pesca nelle acque britanniche, il level playing field (insieme di norme e standard comuni che evitano un vantaggio competitivo delle imprese di un paese) e la governance (gestione dell’accordo di recesso e delle relazioni future).

A sottolinearlo gli stessi Johson e von der Leyen in un comunicato congiunto dopo la loro seconda telefonata, talmente lunga (90 minuti) ed estenuante che i due leader hanno dovuto concedersi pure un break nel mezzo. “Abbiamo fatto il punto sui negoziati come deciso sabato, ed abbiamo concordato che non ci sono le condizioni per finalizzare un accordo a causa delle distanze significative sui tre punti critici: level playing field, pesca, e governance” hanno scritto “abbiamo chiesto ai capo negoziatori di preparare una panoramica sulle divergenze che restano da discutere di persona, a Bruxelles nei prossimi giorni”. 

Ma il tempo per trovare un accordo è ormai agli sgoccioli. Mancano poche settimane alla scadenza del 31 dicembre, giorno in cui terminerà ufficialmente il periodo di transizione e il Regno Unito lascerà definitivamente il mercato unico e l’unione doganale.

Mentre da Londra fanno sapere di essere già pronti all’eventualità di un No Deal, a Bruxelles fanno notare che questa è la settimana decisiva, dove si giocherà il tutto e per tutto per tentare di fare progressi in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Il futuro della Gran Bretagna, e di quello dell’Europa, si gioca quindi in una manciata di giorni. “E’ la fine della fine dei giochi” commentano fonti diplomatiche europee.

@AgostiniMea