L’addio di Wenger all’Arsenal, si chiude un capitolo lungo 22 anni

Dopo anni di tormenti è arrivato l'annuncio: dal prossimo anno Arsène Wenger non siederà più sulla panchina dell'Arsenal.

L’addio di Wenger all’Arsenal, si chiude un capitolo lungo 22 anni

 

Dopo ventidue anni alla guida dell’Arsenal il tecnico francese Arsène Wenger ha annunciato il suo addio alla panchina a fine stagione. Un addio travagliato, conseguenza di stagioni al di sotto delle aspettative dei tifosi, con una filosofia societaria cambiata negli ultimi due lustri. Una figura, quella del tecnico di Strasburgo, che ha fatto tanto sognare quanto discutere i tifosi dei Gunners, che ora si ritroveranno dopo più di due decenni ad una rivoluzione in panchina.

In Inghilterra il Prime Minister era il conservatore John Major, Boris El’cin vinceva le elezioni presidenziali in Russia e Bill Clinton trionfava negli USA. Oliver Bierhoff regala alla Germania l’Europeo proprio in terra inglese, ottenuto con un suo golden goal in finale contro la Repubblica Ceca. Qualche settimana ad Atlanta si svolgeva la XXVI Olimpiade. Dal punto di vista musicale si scioglievano i Take That, mentre gli AC/DC a Madrid erano protagonisti di uno dei loro live più famosi. Tutto questo nel 1996, anno in cui Wenger si insediò sulla panchina dei North Londoners.

Proveniente sì, da un’importante esperienza al Monaco, ma reduce più recentemente dall’avventura giapponese al Nagoya Grampus, che aveva reso perplessa una buona parte dei tifosi. Questo il percorso che portò l’Arsenal a mettere sotto contratto il francese, con il club reduce da un dodicesimo e un quinto posto in Premier League. Una cammino in Inghilterra che gli ha permesso di condurre i Gunners anche nella delicata transizione tra il leggendario Highbury e l’Emirates Stadium, nuova casa del club.

Alla sua seconda stagione londinese, quella del 1997/98, Wenger portò a casa un prestigioso Double e conquistando il cuore dei tifosi. Un risultato bissato poi nel 2001/02, due stagioni prima della Premier League in cui i Gunners passarono alla storia come gli “Invincibles”. Una squadra, quella di quell’anno, che era composta da giocatori del calibro di Henry, Pirès, Bergkamp, Vieira, Fàbregas, Ljungberg e Reyes. Unica occasione in cui una squadra ha conquistato il campionato da imbattuta da quando è nata la Premier.

Un rapporto, quello tra Weneger e l’Arsenal, che tuttavia si è incrinato con il passare delle stagioni. Forse irrimediabilmente in occasione della vittoria del Leicester di Claudio Ranieri nel 2016, con i Gunners incapaci di vincere un campionato che è finito in mano di una completa underdog. Nell’estate del 2011 la decisione di cambiare completamente rotta in società: non più solo giocatori da crescere ed eventualmente vendere una volta maturati, come i casi di Adebayor e dello stesso Fàbregas, ma anche giocatori già “pronti”. Uno su tutti il tedesco Mesut Özil, acquistato dal Real Madrid nel 2013. Un cambio di strategia che tuttavia non ha portato i risultati sperati, facendo anzi crescere la parte di tifoseria che voleva un nuovo inizio.

Tutto da definire il futuro del tecnico francese, così come quello della panchina. In passato si parlava di Massimiliano Allegri, ai ferri corti ormai con una grossa fetta del pubblico juventino. Tutto rimandato comunque a fine campionato, con possibili sorprese all’orizzonte. Una cosa rimane certa: farà strano non vedere più il francese sulla panchina dei Gunners.