Rugby World Cup: trionfa la Nuova Zelanda, le nostre riflessioni

È stato il mondiale piú ricco di sempre, dominato dalle squadre "down under"

Rugby World Cup: trionfa la Nuova Zelanda, le nostre riflessioni

 

Quando l’Italia è stata eliminata durante la fase a gironi, abbiamo lasciato la cronaca del mondiale di rugby inglese a chi se ne intende più di noi. Ora ci sembra giusto condividere alcune riflessioni su quello che la competizione ci ha lasciato:

  • È stato il mondiale più grande e più ricco di sempre, con 2.474.584 spettatori in totale e un surplus economico di 95 milioni di sterline;
  • È stato il mondiale in cui la nazione ospitante, l’Inghilterra, è uscita prima: la selezione della rosa non è andata oltre alla fase a gironi;
  • Il gioco è stato dominato da squadre down under, con le quattro semifinaliste che compongono il Rugby Championship, il Sei Nazioni dell’emisfero sud;
  • Rispetto alle recenti edizioni della rassegna iridata, il gioco d’attacco è stato vincente sulle difese ben schierate: ciò si riflette sulla media dei punti segnati, decisamente in aumento.
  • La Nuova Zelanda vince il suo terzo mondiale, il primo fuori casa. Gli All Blacks sono la prima squadra a riuscire a mantenere la Coppa, quattro anni dopo la vittoria in finale con la Francia.

Sembra dunque che in questo momento storico il rugby sia quanto mai uno sport dominato dalle nazioni del sud del mondo: l’Argentina si è unita di recente all’Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa per poter giocare ad alto livello in maniera costante e per avere più controllo sull’utilizzo da parte dei club dei giocatori nel giro della nazionale. Questa formula sembra essere quella vincente ma inapplicabile in Europa, dove gli interessi economici dei club sono decisamente più presenti.

Infine, ciò che sembra aver fatto la più grande differenza a livello risultato è la capacità di tutti i giocatori neozelandesi di creare gioco, indipendentemente dal loro ruolo in campo. In Europa i giovani vengono spesso selezionati per il fisico, per poi insegnare loro la tecnica; nelle nazioni del sud si parte sempre dalle doti tecniche e tattiche, per poi costruire il fisico più appropriato in palestra.

Federico Lago

Londra, 3/11/2015

foto: sito ufficiale