Talento e mentalità offensiva: la metamorfosi genetica dell’Italia di Mancini

La sfida di venerdì contro il Belgio servirà anche a confermare le strategie attuate da Mancini verso una nuova schiera di emergenti del calcio italiano

Talento e mentalità offensiva: la metamorfosi genetica dell’Italia di Mancini

 

Il cammino è ancora lungo ma una cosa è certa: gli Azzurri sono considerati ormai tra i favoriti per la vittoria finale all’Europeo. Se durante il girone gli uomini di Mancini hanno sorpreso tutti per qualità del gioco, compattezza difensiva e per le svariate soluzioni offensive, durante gli ottavi di finale contro l’Austria hanno anche dimostrato di saper soffrire. Aspetto non scontato vista la mutazione genetica architettata dall’ex tecnico del City nei confronti della nostra Nazionale.

Da maestri del catenaccio ad attacco da 2.25 goal a partita, con una sola rete concessa da Donnarumma. Nel contesto di un calcio che negli ultimi anni è andato sempre più nella direzione della costruzione del gioco, anche nello scenario delle nazionali, Mancini è riuscito a completare questa metamorfosi creando le condizioni perché venisse evidenziato il talento di questa generazione.

«Abbiamo avuto decenni di talento quasi sconfinato», ha affermato il CT azzurro a Rivista Undici, «ce n’era così tanto nel calcio italiano che a volte era impossibile convocarlo tutto in Nazionale». Una situazione che poi è profondamento cambiata in quanto «questo talento si è perso e il nostro calcio ha avuto un passaggio a vuoto». Ma la situazione attuale lascia trasparire ottimismo, in quanto «i calciatori di talento stanno tornando e si stanno riprendendo lo spazio».

Talento è sicuramente un vocabolo che accomuna la nostra nazionale a quello del Belgio. Rispetto agli ultimi Europei, quando gli Azzurri superarono i Diavoli Rossi con le reti di Giaccherini e Pellè, la squadra allenata oggi da Roberto Martínez ha acquisito maggiore consapevolezza, così come i suoi interpreti sono diventanti ancor di più protagonisti dello scenario internazionale. Proprio in questo senso saranno pesantissime le probabili assenze di Eden Hazard e Kevin De Bruyne: fantasista del Real Madrid e capitano belga da un lato, stella del Manchester City nonché probabilmente attuale miglior centrocampista al mondo dall’altro. Entrambi usciti infortunati dalla sfida contro il Portogallo.

Lusitani che, vista la sfida contro il Belgio, non hanno affatto demeritato. Anzi, Cristiano Ronaldo e compagni statistiche e numeri alla mano avrebbero anche meritato il passaggio del turno. Un’ulteriore prova dunque della crescita di Romelu Lukaku e compagni. Proprio l’attaccante dell’Inter rischia di essere il pericolo numero uno per la retroguardia azzurra, la quale potrebbe recuperare Giorgio Chiellini. Una presenza che sarebbe molto importante dal punto di vista della sicurezza e del carisma.

Altri sono i dubbi che aleggiano intorno alla formazione di Roberto Mancini. Una parte degli addetti ai lavori, senza sminuirne le eccelse qualità tecniche, ritiene che Marco Verratti rallenti troppo la manovra e che Lorenzo Insigne nel momento topico della sfida non sia mai decisivo, pur scalpitando per sfidare il compagno di squadra Dries Mertens. Dunque sul piatto per il CT ci sono le ipotesi Matteo Pessina e Federico Chiesa dall’inizio, capaci di conferire una marcia in più in occasione della sfida contro l’Austria.

Indipendentemente dalle scelte di una cosa siamo certi: gli Azzurri possono giocarsela a viso aperto con tutti. Appuntamento dunque a venerdì sera alle 21:00, con teatro della sfida l’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Solo alla fine della partita potremo misurare le ambizioni della nostra Nazionale.