La Gazzetta dello Sport premia a Londra Jermain Defoe, l’attaccante amico del piccolo Bradley

La cerimonia stasera presso l'Istituto Italiano di Cultura a sei mesi dalla scomparsa del bambino affetto da una grave malattia

La Gazzetta dello Sport premia a Londra Jermain Defoe, l’attaccante amico del piccolo Bradley

 

Sono passati quasi sei mesi da quel tragico pomeriggio in cui ci ha lasciato Bradley Lowery, il celebre giovanissimo tifoso del Sunderland malato di cancro che ha letteralmente commosso il mondo intero. Un uomo su tutti si è contraddistinto, seppur per un tempo minore di quanto avrebbe invece desiderato: Jermain Defoe, attaccante inglese vero e proprio idolo dello sfortunato tifoso dei Black Cats. Questo è uno dei motivi che ha spinto La Gazzetta dello Sport a omaggiare Defoe con il Premio Gazzetta dello Sport – UK, istituito quest’anno ed assegnato per meriti etico-sportivo.

La cerimonia avrà luogo stasera a Londra, presso la Sala Congressi dell’Istituto Italiano di Cultura, al 39 di Belgrave Square. Un premio, quello assegnato all’inglese, che sarà consegnato da Stefano Boldrini, giornalista sportivo nonché corrispondente del quotidiano italiano nella capitale britannica. «Jermain Defoe ha mostrato il volto migliore del mondo del calcio», si legge nel comunicato, «si può diventare una star del football senza perdere contatto con i gravi problemi della vita». Inoltre, continua l’annuncio, «Jermain Defoe ha anche dato una lezione esemplare di professionalità riconquistando la nazionale all’età di 34 anni».

Nato a Londra da una famiglia di origini caraibiche, l’attaccante ha vissuto una carriera di altissimo profilo vestendo le casacche, oltre che degli Hammers, del Bournemouth, Tottenham, Portsmouth, Toronto e Sunderland. Una carriera che comunque non basta per conquistare un premio che in un certo senso trascende dal manto erboso. Un riconoscimento, infatti, assegnato per omaggiare la grandissima sensibilità e gentilezza con cui l’attaccante ha agito nei confronti del suo giovanissimo fan.

Tutti ricordano le foto del piccolo Bradley nel letto dell’ospedale talmente estasiato dalla presenza del suo idolo da avvinghiarsi a lui, addormentandosi dolcemente. Un calciatore, peraltro, che aveva già perso precedentemente sia il padre, sia il fratello Jade venuto a mancare in seguito ad un’aggressione a Leytonstone.

Ciò che ha commosso il mondo intero sono state la sincerità e la naturalezza con cui è nata ed è cresciuta questa amicizia: da un lato un calciatore che si avvia in maniera molto decorosa verso la fine della sua carriera, dall’altro un giovanissimo fan che il tempo si sta portando via troppo velocemente. Un climax di emozioni che raggiunge il suo punto più alto a marzo, a quattro mesi dalla sua scomparsa, quando Defoe si porta con sé il suo amico a Wembley all’ingresso in campo dell’Inghilterra contro la Lituania, nella sfida che lo riporta in nazionale alla veneranda età di 34 anni. Una serata magica in cui l’attaccante attualmente al Bournemouth riesce a far esultare Bradley segnando una rete che rimarrà per sempre nel cuore di chi ha seguito questa vicenda.

Con il passare dei mesi la situazione è andata peggiorando, con la famiglia rassegnata nei confronti di un destino crudele che neanche una raccolta fondi per le cure era riuscita a contrastare. A poche ore dalla sua scomparsa è stato proprio Defoe ad annunciare l’aggravarsi della situazione. «Sarà sempre nel mio cuore», dichiarava tra le lacrime in conferenza stampa, «ormai è una questione di ore». L’ufficialità arriva il giorno e, mentre tutti si apprestano a tributare la giovane vittima di un destino beffardo, nel coro manca un solo saluto: quello del suo migliore amico. Solo dopo alcune ore arriva la lettera d’addio, pubblicata attraverso i suoi profili social. Una distanza temporale solenne, intrisa di rispetto ed intimo dolore, che acquisisce grandissimo valore specie nell’epoca della turbo-comunicazione, in cui la velocità ahinoi prevale spesso sui contenuti.

Jermain Defoe mai dimenticherà questo legame, così come tutti gli appassionati di calcio e non che ne hanno seguito la vicenda. Un legame che stasera verrà celebrato anche da parte del Bel Paese. Uniti in un indelebile ricordo.

Foto: Jermain Defoe e Bradley Lowery (fonte: Goal.com)