L’Italia di rugby travolta dalla Francia, ma può ancora decidere il torneo

RBS 6 Nations Championship, Stadio Olimpico, Rome, Italy 15/3/2015 Italy vs France France's Yoann Maestri scores the first try of the game  Mandatory Credit ©INPHO/Ryan Byrne
Foto: www.rbs6nations.com

 

Nella quarta giornata del Sei Nazioni di rugby, un’Italia deludente perde 29-0 contro la Francia.

Intendiamoci, una sconfitta contro la Francia ci può sempre stare, considerando il blasone dell’avversario: una nazionale che ha mancato la semifinale della coppa del mondo solo una volta, nel 1991; una squadra che mette paura ai colossi dell’emisfero sud, All Blacks compresi.

La Francia scesa in campo all’Olimpico, però, non incuteva timore. Raramente nel passato il rugby champagne transalpino ha portato a così scarsi risultati (una sola vittoria in tre gare, come gli azzurri). Se poi contiamo che nei due ultimi incontri giocati in casa l’Italia ha avuto la meglio, possiamo capire come gli appassionati si aspettassero una partita combattuta sin dall’inizio, con gli azzurri galvanizzati dalla vittoria di Edimburgo.

I primi minuti del match sono incoraggianti, giocati per la maggior parte nella metà campo francese con buon possesso di palla italiano, assicurato da una coppia in seconda linea che molti esperti stranieri hanno giudicato la migliore del torneo. I francesi esprimono poche idee, riuscendo raramente a superare la linea del vantaggio, vale a dire avanzare sul terreno di gioco palla in mano.

Con queste premesse, le occasioni per andare in vantaggio arrivano puntualmente, ma i nostri le sprecano.  Due calci di punizione sbagliati da un Tommaso Allan probabilmente giá infortunato alla gamba prima della partita e da Luciano Orquera, suo sostituto, che colpisce il palo dalla distanza.

Da qui in poi scende in campo un’Italia diversa, che speravamo di non rivedere: errori di handling, con il pallone che sembra un salmone nelle zampe di un grizzly affamato piuttosto che un attrezzo sportivo nelle mani di giocatori professionisti. La squadra si perde e inizia a concedere falli a ripetizione, la Francia non sbaglia mira e ci punisce.

I problemi italiani non finiscono e la squadra si disunisce, perdendo fiducia nelle proprie capacità: la mischia che aveva dominato ad Edimburgo si trasforma in uno sparring partner per i francesi. La squadra soffre la decisione del coach Brunel di escludere dal ritiro Castrogiovanni, uno dei giocatori di prima linea piú esperti e forti al mondo. La rimessa laterale non funziona, gli azzurri regalano una palla a soli cinque metri dalla linea di meta francese.  Alla fine saranno due le mete dei blues, con cinque calci di punizione messi a segno.

L’Italia ha giocato una brutta partita, contro una Francia alla sua portata. La nazionale di rugby ci ha purtroppo abituato a prestazioni ispirate seguite da figuracce poco giustificabili.  Ancora irrisolto il problema del calciatore: Haimona nelle partite precedenti ha fatto rimpiangere Mirco Bergamasco, un calciatore adattato al ruolo per necessità. In partite equilibrate spesso la prestazione al piede fa la differenza: mette punti nel tabellone e tiene sotto pressione gli avversari.

Gli appassionati si meritano di piú dalla nazionale, purtroppo qualcuno ha pensato di sfogare la propria frustrazione con metodi che non appartengono allo sport, come puntare un laser negli occhi di Plisson mentre calciafischiare l’inno francese cantato alla fine per celebrare la vittoria. Comportamenti lontanissimi dalla cultura sportiva del rugby.

Le altre partite della giornata hanno visto l’inghilterra prevalere sulla Scozia e il Galles fermare una lanciatissima Irlanda a Cardiff, mettendo in piedi un muro difensivo degno delle migliori fortezze medievali. A una sola partita dalla fine, la situazione vede tre squadre appaiate a sei punti: Inghilterra, Galles ed Irlanda. L’assenza di sfide incrociate significa che potremmo trovarci con le stesse squadre a contendersi la vittoria del torneo a forza di differenza punti. Il Galles darà tutto il possibile a Roma sabato prossimo. La performance dell’Italia potrebbe essere quindi decisiva per la vittoria finale. A quattro punti troviamo la Francia, che la matematica non esclude dalla vittoria finale.

 

Federico Lago

Londra, 16/3/2015