Quando nelle università britanniche i Prof parlano italiano

La storia di due docenti, Isabella Rega e Alessandro, che nel Regno Unito hanno fatto carriera senza dover rinunciare alla famiglia

Quando nelle università britanniche i Prof parlano italiano

 

Nelle università inglesi sono molti i docenti italiani. Spesso si tratta di giovani di talento, che in patria non trovano spazio nell’Accademia e provano a spostarsi all’estero per scovare migliori opportunità di carriera. Che in genere arrivano, anche rapidamente se si hanno talento e determinazione, senza la necessità di mettere da parte la propria vita e magari il progetto di una famiglia.

Un esempio emblematico arriva dalla storia di Isabella Rega e Alessandro Inversini, che si sono incontrati all’università a Lugano e adesso lavorano in Gran Bretagna. “Io sono di Cernusco e Alessandro di Varese, ma ci siamo conosciuti mentre facevamo il dottorato a Lugano, dove entrambi avevamo studiato – racconta Isabella Rega – . Concluso il corso siamo rimasti a lavorare lì per un po’. Io mi occupavo di nuove tecnologie e del loro uso nei paesi in via di sviluppo, lui di tecnologia del turismo”. Le prospettive di rimanere in accademia, però, erano ridotte all’osso, visto che in Svizzera per progredire, dopo il dottorato, occorre andare all’estero.

La Henley Business School

Per un paio d’anni Alessandro è anche andato a dirigere un’azienda specializzata nel marketing tecnologico per il settore turistico del Canton Ticino, ma poi ha capito che gli interessava fare ricerca e ha applicato per andare all’estero”. Le possibilità erano Dubai o Bournemouth, in Gran Bretagna, e la scelta è caduta su queste destinazione. “A quel punto anch’io mi sono messa a cercare qualcosa nel Regno Unito e ho applicato per due diverse borse post dottorato a Londra”.

Dopo averle vinte entrambe, Isabella Rega ha scelto quella che preferiva, si è sposata con Alessandro e si è trasferita in UK, facendo la pendolare verso Londra, che dista circa due ore da Bournemouth. Poi è rimasta incinta e ha iniziato a informarsi per trovare qualcosa nella città dove risiedeva. “Quando si è aperta una posizione nel mio settore ho fatto richiesta e l’ho ottenuta – spiega – . Così ci siamo riavvicinati. E pensare che quando ho fatto il colloquio per il posto ero incinta di sette mesi, ma questo non ha avuto alcuna influenza sulla decisione del comitato”. Un segno importante di equità e attenzione alla persona.

Nel giro di un paio d’anni la coppia di docenti ha avuto anche una bellissima bambina e nuove opportunità di lavoro, visto che adesso Alessandro Inversini si è trasferito alla Henley Business School, legata all’università di Reading, vicino a Londra. “Alla fine la scelta è stata positiva per tanti aspetti – conclude Isabella Rega – . Anzitutto perché nel giro di qualche anno mio marito è passato da semplice assistente ad associato, cosa che in Italia non sarebbe accaduta con la stessa rapidità e secondariamente perché siamo stati in grado di mettere su famiglia e continuare con la nostra professione”. Una prospettiva difficile da coltivare in Italia, dove il lavoro da casa, il part time e il tempo per la famiglia rimangono ancora una chimera in tantissimi settori.


Articolo realizzato in collaborazione con SI-UK, società specializzata nell’assistere studenti internazionali interessati a frequentare l’università UK. Per maggiori informazioni visita il sito www.studyin-uk.com