Università UK, confermate le agevolazioni per gli studenti europei nonostante Brexit

Il governo di Theresa May ha confermato i prestiti statali per gli europei che vogliono studiare in Gran Bretagna a partire dal prossimo anno. In calo il numero delle iscrizioni.

Università UK, confermate le agevolazioni per gli studenti europei nonostante Brexit

 

È la notizia che molti italiani volevano sentire. Si è dovuto aspettare tanto, ma ora è finalmente arrivata la conferma che, nonostante la Brexit, anche per il prossimo anno rimarranno in vigore le agevolazioni per gli studenti dell’Unione Europea che scelgono di frequentare l’università in Gran Bretagna. Gli studenti che si iscriveranno in un ateneo britannico a partire dall’anno accademico 2017-18 potranno usufruire dei prestiti statali che coprono per intero le rette universitarie. Il prestito, ha chiarito il governo di Theresa May, continuerà ad essere erogato anche se nel frattempo il Regno Unito avrà invocato l’articolo 50 e avrà lasciato definitivamente l’Unione Europea. Un annuncio che ha spazzato via l’incertezza legata al risultato del referendum del 23 giugno.

Il prestito governativo, del valore di 9,000 sterline l’anno, consente di coprire per intero le rette universitarie fino al momento della laurea. La restituzione avviene gradualmente, a partire dai 23 anni, in misura pari al 9% dei guadagni annuali, e solo dopo avere iniziato a lavorare con uno stipendio superiore a 21 mila sterline l’anno.

Jo Johnson, ministro dell’Università e fratello di Boris, l’ex sindaco di Londra, ha specificato che gli studenti continueranno a ricevere i prestiti non soltanto per l’anno prossimo ma per l’intera durata dei loro corsi di laurea. La decisione punta a garantire stabilità sia agli studenti che alle università. Johnson ha riconosciuto le “incertezze per il sistema universitario” causate dal referendum e l’importanza di chiarire la situazione.

“Bisogna fare tutto il possibile per assicurare che quest’annuncio sia comunicato efficacemente agli studenti potenziali in tutt’Europa” ha detto Dame Julia Goodfellow, rettrice della University of Kent e presidente di Universities UK, organismo che rappresenta la maggior parte delle università nel Regno Unito.  La preoccupazione della Goodfellow è legata al netto calo di iscrizioni di studenti dell’Unione Europea osservato dopo il risultato del referendum di giugno: una diminuzione del 9% (6,240 domande, contro le 6,860 del 2015-16) che ha spaventato molti rettori, già critici della Brexit e dell’incertezza che ne risulterebbe.

La conferma dei prestiti agli europei è arrivata tardi, soltanto quattro giorni prima della scadenza del 15 ottobre. Questa scadenza, la prima dell’anno accademico, è la data entro la quale vanno presentate le domande per Oxbridge (le università di Oxford e di Cambridge) e per i corsi di medicina, odontoiatria o veterinaria nelle altre istituzioni.  Per tutti gli altri corsi la scadenza è a febbraio.  Vedremo allora quanti studenti dell’Unione Europea avranno fatto domanda rispetto ai 45220 dell’anno scorso.

La conferma dei prestiti statali è un elemento rassicurante per chi ha l’intenzione di studiare a Londra o nelle altre città britanniche, ma i dubbi sono ancora tanti: è in forse il programma Erasmus e tra i potenziali studenti stranieri rimane l’incognita di una possibile stretta sui permessi di soggiorno. E il fatto che le agevolazioni esistenti da molti anni siano state messe in discussione sottolinea l’insicurezza fra molti giovani che guardano alla Gran Bretagna come il luogo ideale per studiare e lavorare.


Articolo realizzato in collaborazione con SI-UK, società specializzata nell’assistere studenti internazionali interessati a frequentare l’università UK. Il loro prossimo evento gratuito si terrà sabato 12 novembre 2016 al Lancaster Hotel a Londra. Per maggiori informazioni visita il sito www.studyin-uk.com


Londra, 03/11/2016

Zaki Dogliani
@ZakiDogliani

Foto: Jo Johnson (fonte:Wikimedia/Commons)