Ingegneria, le università inglesi guardano alla Cina

Avviato un programma di collaborazione finanziato dal Governo che prevede interscambi e realizzazione di sedi distaccate in Oriente

Ingegneria, le università inglesi guardano alla Cina

 

Sarà l’effetto della Brexit, sarà la necessità di continuare a migliorare, ma da qualche tempo le università britanniche guardano sempre di più all’Oriente. Tanto che alcuni dei principali atenei hanno avviato collaborazioni con la Cina per progetti di ricerca, ma anche per programmi di insegnamento.

Uno dei più interessanti riguarda il settore dell’Ingegneria ed è stato finanziato direttamente dal Governo con un contributo di duecentomila sterline. Una somma che in tempi di tagli appare significativa e che punta ad ampi sviluppi. L’idea è quella di permettere alle università britanniche di costruire una sorta di struttura di ricerca nell’ambito dell’ingegneria, declinata sia sul fronte dell’energia e della sua produzione, che nell’ambito della manifattura ad alto livello.

Sul fronte britannico gli atenei coinvolti sono riuniti in un consorzio di cui fanno parte la Queen’s University di Belfast (foto in alto), che ha un ruolo di coordinamento, e poi i centri di ricerca di Warwick, Birmingham, Cardiff e Nottingham oltre a quello dell’ University College a Londra. I fondi sono arrivati dopo che una delegazione del ministero del’Università e della scienza lo scorso anno aveva approvato l’iniziativa in accordo con il dipartimento di Business, energia e strategia.

A metà marzo la delegazione britannica ha raggiunto la Cina per incontrare i propri partner e definire i primi passi da compiere e le modalità operative concrete. Come ha dichiarato pubblicamente il professo Jihong Wang, che insegna a Warwick ed è uno dei promotori del programma, “servono collaborazioni di alto profilo, che mettano insieme le migliori menti britanniche e cinesi nell’ambito della ricerca in ingegneria, al fine di trovare soluzioni che facciano la differenza, anche nella vita i tutti i giorni“.

L’istituto di tecnologia di Pechino

Le istituzioni cinesi che hanno aderito con entusiasmo a questo programma sono la Southeast University, l’istituto di tecnologia di Pechino, l’università di Chongqing, quella di Dalian, l’istituto di tecnologia Harbin, il politecnico Northwestern, l’università di tecnologia di South China, la Tianjin University e quella di Tongji.

Basta andare a guardare le classifiche nazionali per rendersi conto che si tratta di alcuni dei migliori centri del settore, che hanno deciso di collaborare nell’interesse della scienza e della ricerca, garantendo anche agli studenti degli atenei britannici un approccio internazionale e magari prospettive di impiego in estremo Oriente.

Al di là di questo programma, sono decine le università del Regno Unito che hanno avviato programmi di interscambio e relazione con la Cina, senza contare quelle che, come Nottingham, hanno già cominciato ad organizzare delle sedi distaccate . Per diffondere in Asia i metodi e le materie di studio del Vecchio Continente, ma forse anche per cercare talenti orientali da coltivare e poi attrarre nel mondo anglosassone.

Articolo realizzato in collaborazione con SI-UK, società specializzata nell’assistere studenti internazionali interessati a frequentare l’università UK. Per maggiori informazioni visita il sito www.studyin-uk.com