Sciopero delle università britanniche, cinquemila allievi fanno causa per le lezioni mancate

A febbraio accademici, ricercatori e docenti di 64 atenei sospesero gli insegnamenti per 14 giorni. Ora gli studenti chiedono mille sterline a testa per i danni subiti

Sciopero delle università britanniche, cinquemila allievi fanno causa per le lezioni mancate

 

Quando un servizio lascia a desiderare si ricorre alle vie legali. Capita per un’automobile difettosa o una vacanza inferiore agli standard previsti. In questo periodo, invece, in Inghilterra ad essere portate in giudizio sono le università, che hanno interrotto il loro dovere di formazione.

Oltre cinquemila studenti, infatti, hanno sottoscritto una causa per reclamare i danni subiti da diversi atenei a causa dello sciopero di qualche mese fa. L’azione legale, che coinvolge allievi delle più prestigiose università del Regno Unito, potrebbe avere costi pesanti per gli atenei, con richieste fino a venti milioni di sterline.

All’origine della protesta c’è lo sciopero di 14 giorni che si è tenuto in 65 università del paese (nella foto in alto un momento dello sciopero nello scorso mese di febbraio). Accademici, ricercatori e docenti hanno rinunciato a insegnare per protestare contro nuove regole rispetto all’erogazione della pensione che venivano ritenute penalizzanti. Un diritto sacrosanto per loro, portato avanti finché le richieste non sono state accolte, ma che ha finito per avere un impatto negativo non tanto sui datori di lavoro che non volevano pagare, quanto sugli allievi.

Secondo i dati raccolti dall’University and College Union, sono stati oltre un milione gli allievi che hanno sofferto per questa protesta con 575mila ore di lezione perdute e che non si potranno più recuperare. Le lamentele di molti di loro sono state intercettate dalla società legale Asserson, che attraverso un sito web ha cominciato a proporsi come il paladino degli allievi, suggerendo l’idea di un’azione legale.

Un progetto vincente, visto che ormai sono oltre 5mila coloro che hanno deciso di accettare la sfida e mettersi a battagliare in tribunale. Anche per tutelare i propri diritti e i propri investimenti, dal momento che la retta universitaria costa 9.250 sterline l’anno per inglesi ed europei, parecchio di più per chi arriva da altri paesi.

L’idea della società legale è di chiedere mille sterline di danno per ogni allievo che avvia l’azione legale. Al momento tra gli atenei che hanno visto gli studenti avanzare la loro azione legale figurano anche quattro università del Russell Group, ovvero Nottingham, Durham, King’s College London e Bristol, ma il numero è destinato ad aumentare. Anche perchè i 14 giorni di lezioni mancate sono stati gli ultimi dell’anno scolastico, proprio a ridosso della stagione degli esami, e molti allievi si sono sentiti perduti quando hanno dovuto affrontare i test, proprio perché avevano perso questa fase finale di preparazione e approfondimento.

In molti, anche in passato, hanno avanzato reclami scritti e proteste alle università sul caso degli scioperi, ma l’idea di un’azione legale con un rimborso dei danni subiti è sicuramente più efficace. Conferma come il mondo dell’università britannica funzioni allo stesso modo delle altre aziende, con un occhio di riguardo ai bisogni del “cliente”, che viene coccolato e riceve attenzioni. Ma può anche avanzare proteste e critiche feroci, se non vede riconosciuti i propri diritti.

Come ha fatto uno studente indiano insoddisfatto dei propri risultati scolastici, che ha citato in giudizio l’ateneo di Oxford chiedendo un milione di danni. Nel suo caso a spuntarla sono stati gli accademici, ma in altre circostanze invece i giovani hanno ottenuto una compensazione per un servizio erogato dall’università in modo non adeguato.

Il numero di chi contesta, poi, risulta in costante aumento. Prima c’è il reclamo in università, poi ci si rivolge a un’autorità nazionale incaricata di gestire i casi irrisolti (The Office of the Independent Adjudicator for Higher Education o OIA). Il terzo passaggio è quello di scegliere un avvocato. Per chiedere giustizia di fronte a un torto subito e ottenere nuove ore di studio, una seconda possibilità di esame o dei fondi.

 


Articolo realizzato in collaborazione con SI-UK, società specializzata nell’assistere studenti internazionali interessati a frequentare l’università UK. Per maggiori informazioni visita il sito www.studyin-uk.com