Niente più tasse universitaria: la promessa dei Laburisti in vista delle elezioni

L'istruzione diventa campo di battaglia tra i maggiori schieramenti politici. L'8 giugno il popolo britannico è chiamato al voto

Niente più tasse universitaria: la promessa dei Laburisti in vista delle elezioni

 

Niente più tasse per i ragazzi che si iscriveranno all’università dal 2018. E’ la promessa di Jeremy Corbyn (nella foto in alto), leader dei laburisti che punta a rendere l’istruzione di alto livello alla portata di tutti e non solo di coloro che possono permettersi più di novemila sterline l’anno di tasse, spese di residenza escluse. In questi giorni febbrili che conducono al voto per le elezioni generali, la battaglia dei partiti affronta sempre di più il tema dell’educazione.

Ci sono posizioni dissimili a livello di scuola primaria, con i Conservatori che chiedono di abolire i pasti gratuiti per tutti i bambini dei primi anni assegnandoli sono alle fasce di popolazione con reddito basso e i loro avversari Laburisti che invece vorrebbero renderli gratuiti per tutte le età. Le cifre che vengono messe sul piatto della bilancia, per la verità mai del tutto fermo, sono diverse e dovrebbero servire a convincere gli elettori a scegliere un programma invece dell’altro.

Le proposte sono spesso diametralmente opposte e molte riguardano il mondo universitario. Un po’ perché la formazione accademica è sempre stata un fiore all’occhiello per la Gran Bretagna e quindi fare proposte in proposito significa dimostrare di rendersene conto e di sostenere un settore vincente. Un po’ perché, con lo spettro della “Brexit dura” ricercata dal primo ministro uscente, molti temono che il mondo universitario perda smalto e credito a livello internazionale.

Quale sia la ragione scatenante non è chiaro, ma la conseguenza è che comunque tutti si interessano all’università e fanno proposte. Per i laburisti di Corbyn, dunque, l’idea è quella di cancellare le tasse universitarie in tutte le facoltà per gli studenti inglesi dal 2018, in modo da offrire davvero un servizio educativo a misura di tutte le tasche. Quanto ai cittadini Ue, il leader dei Laburisti ha assicurato che cercherà di ottenere per loro gli stessi benefici, chiedendo alle università dei loro paesi un trattamento analogo per i cittadini britannici.

Da parte loro, invece, i Conservatori promettono di mantenere l’alto livello educativo proposto sino ad ora, di conservare finanziamenti e agevolazioni per gli studenti di successo, di promuovere nuovi corsi di carattere tecnico, in modo da aprire al mondo del lavoro. Questo sembra l’aspetto prevalente per il partito di Theresa May, che nel suo manifesto punta l’attenzione anche sulla creazione di fondi legati al mondo dell’università e sostenuti dal mondo produttivo, per sviluppare la collaborazione tra i due ambiti in modo da offrire sbocchi concreti alla ricerca e prospettive occupazionali per chi finisce il corso di studi con risultati interessanti.

Certo si tratta di proposte avanzate in chiave elettorale, che dopo il voto dell’8 giugno dovranno dimostrare di avere elementi concreti per diventare realtà. Intanto, però, soprattutto i giovani britannici che si affacciano per la prima volta all’istituto del voto seguono con attenzione suggerimenti e scenari. E capiscono da subito quanto il mondo dell’istruzione superiore sia ritenuto fondamentale per l’economia del Regno Unito. Chissà se nei programmi elettorali italiani si dedica lo stesso spazio al futuro di atenei e lauree? Probabilmente no e questo non giova alla salute del mondo dell’istruzione italiano.

 


Articolo realizzato in collaborazione con SI-UK, società specializzata nell’assistere studenti internazionali interessati a frequentare l’università UK. Per maggiori informazioni visita il sito www.studyin-uk.com


 

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