Niente manzo nelle mense e stop alle tazze usa e getta. Svolta ecologista delle università inglesi

Sempre più college in UK stanno adottando iniziative per contrastare i cambiamenti climatici

Niente manzo nelle mense e stop alle tazze usa e getta. Svolta ecologista delle università inglesi

 

Niente più carne di manzo nei ristoranti del campus per proteggere l’ambiente. L’idea innovativa arriva dalla Goldsmiths University di Londra, che da settembre ha deciso di bandire ogni prodotto a base di manzo nei negozi e bar dove si servono studenti e professori.

La battaglia dell’ateneo per contrastare il cambiamento del clima prevede anche di ridurre la plastica usa e getta e di installare pannelli solari in modo da trasformare il campus in uno spazio a emissioni ridotte. Le iniziative a sfondo ecologico sono numerose.

Si pensa di passare a fornitori di energia ecologica e si è già deciso di imporre una sovrattassa di dieci centesimi sulle tazze di caffè usa e getta e sulle bottiglie di plastica.

All’origine del bando di hamburger e spezzatino, c’è la consapevolezza che evitare il consumo di manzo e latticini sia la via più efficace per contenere l’impatto sull’ambiente da parte della specie umana. Quindi la Goldsmiths ha deciso di dare un segnale. Ma non è la sola.

Nel mondo universitario da qualche anno sono state promosse iniziative a favore della Natura, che vanno dalla scelta di fonti energetiche rinnovabili alla riduzione del consumo di plastica fino al genere di cibi che vengono privilegiati.

Altri esempi arrivano dall’università di Sheffield, che lo scorso anno ha aperto un negozio senza sprechi, che vende spezie, detergenti e prodotti alimentari privi di imballaggio. Sempre a Sheffield sono stati eliminati gli investimenti in gruppi e società che usano energia inquinante e le emissioni nel campus sono state ridotte del 31 per cento già nel 2005.

A Cardiff, invece, gli studenti da tempo non possono più trovare tazze e bicchieri usa e getta ma devono portarsi le loro da casa e per l’acqua possono usare le fontane messe a disposizione dell’ateneo, purché si ricordino di procurarsi una borraccia.

Un altro esempio interessante arriva dalla Manchester Metropolitan University, che ha scelto di usare solo veicoli ecologici (il 60 per cento già a emissioni ridotte) e che ogni quadrimestre organizza per gli allievi dei mercatini di abiti e libri usati, in modo da ridurre lo spreco.

A tenere sotto controllo l’attenzione del mondo universitario britannico per l’ambiente c’è anche il fatto che dal 2007 viene pubblicata una classifica, chiamata The People & Planet University League, che valuta le prestazioni “ambientaliste” degli atenei. In vetta alla classifica ci sono la Nottingham Trent University, seguita dall’università di Brighton e dalla Manchester Metropolitan University.

A proiettare questi atenei in alta classifica sono da un lato la loro attenzione a ridurre l’impatto ambientale sotto il profilo energetico e la scelta di non utilizzare plastica e di evitare gli sprechi. Oltre al fatto che si tratta di luoghi dove gli spazi verdi vengono valorizzati al massimo.

Laghi, giardini, prati ed edifici ecologici sono presenti in molte istituzioni, come ad esempio alla università di Gloucestershire, che ha un’ottima posizione in classifica per il suo “ambiente” e perché incoraggia gli allievi ad agire con consapevolezza attraverso una serie di progetti che sono anche utili in prospettiva per il loro futuro lavorativo.

Altri esempi d progetti universitari ecologici vengono dalla Swansea University, che ha adottato un programma, valido in realtà per l’intera città, incoraggiando trasporti sostenibili da e per il campus.

Tornando alla capitale, la City University sta lavorando bene per fronteggiare il cambiamento climatico. Oltre al programma di ridurre del 43 per cento le emissioni atmosferiche entro il 2020, ha avviato progetti sulla biodiversità cui i giovani possono prendere parte. E poi ha creato un orto dove professori e studenti hanno l’occasione di coltivare le loro verdure, allestito giardini per lo studio e il relax e installato un alveare sul tetto della biblioteca.

(Foto @Pixabay)


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