Niente Erasmus in UK dopo la Brexit? Ecco come stanno realmente le cose

Il Ministero dell’istruzione ha assicurato che intende mantenere la relazione accademica esistente con l'Europa. Se risulta conveniente

Niente Erasmus in UK dopo la Brexit? Ecco come stanno realmente le cose

 

Un voto in Parlamento mette a rischio il programma Erasmus nel Regno Unito. Giovedì la Camera di Comuni ha bocciato per 344 voti contro 254 un emendamento – presentato dai Liberaldemocratici – che intendeva richiedere al Governo di mantenere l’adesione al programma Erasmus tal quale, anche dopo l’uscita dall’Unione europea.

Lo schema, che permette agli studenti universitari di trasferirsi all’estero per un periodo di studio finanziandoli con assegni per i costi di iscrizione e sussistenza, ha sempre riscosso grandi consensi. Come dimostrano le statistiche.

Su scala globale circa 2 milioni di studenti e dipendenti delle università hanno partecipato ai progetti di scambio tra il 2014 e il 2018. Guardando solo al Regno Unito, i numeri restano importanti. Il 53 per cento degli inglesi che si trasferiscono all’estero per ragioni di studio, infatti, approfitta di questa opportunità.

Tanto che nel 2017 ben 16.561 allievi britannici hanno sfruttato lo schema, mentre gli europei che sono sbarcati in Uk nello stesso periodo sono stati quasi il doppio: 31,727. Una dimostrazione del fatto che, con le sue università di primo piano, Londra e l’intero Paese sono sempre stati una destinazione interessante per i giovani ambiziosi e preparati.

Decine di migliaia i giovani che negli anni hanno condiviso con gli inglesi esperienze e competenze, oltre a portare da questa parte della Manica i fondi europei che sostenevano la loro partecipazione al progetto. E che adesso potrebbero andare perduti.

A poche ore dal voto a Westminster, in realtà, il Ministero dell’istruzione ha assicurato che intende mantenere la relazione accademica esistente tra Uk e Unione europea, se davvero c’è questa forte convenienza.

Serviranno però nuovi accordi, da definire durante le trattative appena partite, che riguardano anche una serie di altri temi forse più rilevanti sotto il profilo economico. Il rischio è che per costruire il nuovo progetto serva molto tempo. Che in realtà scarseggia, dato che il nuovo programma Erasmus, che sarà in vigore dal 2021 al 2027 con fondi triplicati, pari a 42 miliardi di euro, deve essere sottoscritto dagli Stati in tempi rapidi.

L’unica notizia positiva, per ora, è che chi intende provare un’esperienza di studio a Londra, Glasgow o Cardiff (e viceversa in Europa) ha ancora uno spiraglio dinanzi a sé. L’applicazione al programma per quest’anno si chiude a fine febbraio e visto che il Regno Unito nel periodo di transizione dopo l’uscita del 31 gennaio sarà ancora equiparato agli altri Stati membri, i giovani potranno ancora partecipare, con la certezza di completare l’anno accademico qualora inizino entro il 2020.

Meglio affrettarsi, dunque, per acchiappare l’ultima chance, prima della sospensione fino al nuovo accordo. Uno dei tanti – forse troppi – da definire nell’agenda del primo ministro Boris Johnson.


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