Dalle università inglesi gruppi di studio per risolvere i problemi del mondo

Neolaureati di Oxford e St Andrews inseriti in un network di trenta "menti eccelse" alla ricerca di soluzioni che possano portare benefici per tutti

Dalle università inglesi gruppi di studio per risolvere i problemi del mondo

 

A stabilire politiche di sviluppo per il futuro dell’Europa e del resto del mondo potrebbero essere gli studenti universitari inglesi. O almeno questo è l’obiettivo di un nuovo progetto dell’Università di Oxford, che nei prossimi giorni comincerà le lezioni per gli allievi di un network europeo incaricato di occuparsi degli scenari attuali e del futuro prossimo.

Una specie di supergruppo che riunisce ricercatori appena laureati per offrire loro lezioni di approfondimento e poi chiede soluzioni per i grandi problemi dell’Europa e del mondo: dal traffico di esseri umani alla disoccupazione giovanile, fino al separatismo, che tanti sussulti sta suscitando nel Vecchio Continente.

Ad aderire a questo progetto sono le università britanniche di Oxford e di St Andrews, che insieme ad altri undici prestigiosi atenei europei, hanno deciso di sottoscrivere un progetto promosso da Europaeum, un’associazione universitaria che sollecita i giovani neolaureati ad impegnarsi sul fronte della politica e della ricerca di soluzioni ai grandi problemi dell’umanità, alla quale fa parte anche l’università di Bologna che però non registra selezionati per questi speciali gruppi di lavoro.

L’idea è nata sulla scorta del referendum della Brexit e ha coinvolto altri paesi, nella convinzione che le giovani menti debbano fare di più. Il segno di come nel mondo accademico britannico agli allievi vengano offerte opportunità rare per mettersi in gioco e, in qualche modo, provare a cambiare le cose.

Il processo di riflessione verrà affidato a trenta studenti neolaureati, scelti con cura, sulla base di caratteristiche e qualifiche, e destinatari di borse di studio e finanziamenti. Seguiranno nei prossimi giorni le prime lezioni a Oxford, con moduli programmati per quest’anno e il 2019 da svolgere anche in altri atenei, da Leiden a Ginevra fino a Praga. Si tratterà di occasioni di incontro e di discussione. Gli allievi verranno divisi in gruppi, e a ciascuno di essi saranno affidati problemi specifici per i quali trovare soluzioni nell’arco di due anni di lavoro e indagine.

La speranza degli organizzatori è che questo laboratorio di menti eccelse consenta di raggiungere dei risultati positivi e che le soluzioni proposte vengano accolte a livello politico e amministrativo, dai singoli Stati ma anche dalla stessa Unione Europea. Agli allievi si chiedono proposte che siano improntate su ideali teorie scientifiche trasferibili nel mondo reale, in modo da segnare un cambiamento. La prospettiva di fondo è quella di dimostrare che il mondo della ricerca e dell’analisi non si ferma a sé stesso, ma porta a risultati utili per la società e determina benefici importanti per tutti.

Al laboratorio di idee sono stati ammessi quattro studenti di Oxford e tre di St Andrews, segno che il mondo universitario britannico riesce sempre ad esprimere laureati di eccellenza, chiamati in grandi progetti a livello internazionale. L’ennesimo esempio di come studiare in Gran Bretagna significhi per un giovane scoprire nuovi sbocchi e trovare dimensioni alternative a quelle tradizionali. Una prospettiva fondamentale, specie in un periodo di incertezza economica come quello attuale.

Articolo realizzato in collaborazione con SI-UK, società specializzata nell’assistere studenti internazionali interessati a frequentare l’università UK. Per maggiori informazioni visita il sito www.studyin-uk.com