Libro bianco sulla Brexit, per il Governo UK l’università avrà sempre un ruolo chiave

Per almeno due anni nulla cambierà, e gli studenti stranieri potranno godere sempre dei vantaggi ottenuti fino ad ora

Libro bianco sulla Brexit, per il Governo UK l’università avrà sempre un ruolo chiave

 

Da qualche giorno non si parla d’altro sui media di tutta Europa. Il Libro bianco stilato dal governo di Theresa May racchiude nelle sue 77 pagine le prospettive future del divorzio tra la Gran Bretagna e il Vecchio Continente, con conseguenze che riguardano tutti gli ambiti. Sono stati affrontati i temi dell’economia, del libero scambio, della circolazione delle merci. Ma uno degli aspetti fondamentali riguarda la scienza, la ricerca e il mondo dell’università.

Perché gli atenei inglesi accolgono da sempre moltissimi stranieri, che arrivano in Inghilterra alla ricerca di prospettive di studio e di lavoro più promettenti di quelle che ci sono in patria. Ma quali sono per ora le certezze fornite dal governo May nel Libro bianco approvato dal Parlamento a larga maggioranza?

Anzitutto si parla del mondo dell’educazione nel capitolo che riguarda l’immigrazione. Gli immigrati possono portare grandi benefici – dice il testo – . Possono colmare i vuoti di competenze, promuovere attività di interesse pubblico e fare del Regno Unito un luogo di grande business, ma vanno controllati. Per questo verrà creato un sistema di immigrazione che incoraggi i migliori e i più brillanti a venire nel paese.

Sotto il profilo pratico, questo significa che il Regno Unito accoglierà sempre studenti di valore e coloro le cui capacità e competenze rendono la nazione migliore. Perciò gli studenti europei che già vivono nel paese e quelli che cominceranno i corsi nell’anno accademico 2016 – 2017 e 2017 – 2018 continueranno ad accedere a prestiti e benefici per tutta la durata del loro corso. Gli stessi privilegi saranno garantiti agli studenti postgraduate dell’Unione europea, che cominceranno i corsi nel 2017 – 2018 e potranno chiedere finanziamenti al Consiglio della ricerca.

Insomma, chi desidera venire nel Regno Unito a specializzarsi non deve perdere tempo, perché per i prossimi due anni gli spazi sono quelli di sempre e poi, una volta arrivati e cominciato il corso di studio, c’è la garanzia che le condizioni non cambieranno fino al conseguimento della laurea.

Il Governo, peraltro, nel documento riconosce ufficialmente il contributo importante portato da studenti e professori degli altri Stati dell’Unione europea alle università di primo livello del Regno Unito. In un altro capitolo, poi, si torna sullo stesso concetto sottolineando che la Gran Bretagna, in qualità di paese che guarda al futuro, deve continuare ad essere uno dei migliori posti al mondo per la scienza e l’innovazione.

Oggigiorno è già una destinazione di elezione per questi due settori e vede nelle comunità accademiche e scientifiche esistenti uno dei propri punti di forza. Non a caso in Inghilterra ci sono tre università che hanno conquistato un posto di riguardo nelle prime cento del mondo, mentre cinque accademie scozzesi si sono piazzate tra le prime duecento. In fondo, come ricorda anche il Libro bianco, il Regno Unito è stato indicato dal World Economic Forum come una delle sei nazioni al top nel mondo per la collaborazione tra università e industria nell’ambito della ricerca e dello sviluppo.

Per questo il governo ha assicurato di voler investire in ricerca e innovazione e ha dato rassicurazione che le università potranno continuare a presentare progetti ai bandi di finanziamento dell’Unione europea, in modo da non perdere una fonte di finanziamento che ha contribuito, negli anni, a renderle competitive e attraenti per studiosi di tutto il mondo.

 


Articolo realizzato in collaborazione con SI-UK, società specializzata nell’assistere studenti internazionali interessati a frequentare l’università UK. Per maggiori informazioni visita il sito www.studyin-uk.com