Londra, addio all’Erasmus: Olanda e Germania tra le mete più papabili per gli studenti europei

I Paesi Bassi hanno registrato un aumento del 12.8% degli studenti iscritti al nuovo anno accademico

Londra, addio all’Erasmus: Olanda e Germania tra le mete più papabili per gli studenti europei

 

Con l’uscita del Regno Unito dal programma Erasmus e l’aumento delle tasse universitarie per i cittadini provenienti dall’UE, il paese potrebbe lasciare il posto di polo migratorio per eccellenza tra gli studenti europei ad altre mete del Vecchio continente, tra tutte le più papabili sono i Paesi Bassi e, in misura minore, la Germania.

L’Olanda, in particolare, dove la maggior parte della popolazione vanta una buona conoscenza della lingua inglese, dove il tenore di vita è alto, dove la maggior parte degli atenei offre corsi per stranieri e dove rimangono in vigore le agevolazioni economico-burocratiche dei paesi membri dell’Unione, potrebbe convertirsi nella nuova meta preferita dagli studenti italiani ed europei intenzionati a studiare all’estero.

Secondo VSNU, l’associazione delle università olandesi, l’anno accademico in corso ha visto un aumento del 12.8% degli studenti iscritti. A contribuire a tale cifra è stato un significativo incremento degli studenti europei, che hanno portato la quota totale di studenti internazionali nei Paesi Bassi al 13%.

Inoltre, secondo il rapporto della Camera dei Comuni britannica, il numero di studenti europei iscritti al primo anno nelle università britanniche è diminuito del 5% dal 2011. Il “divorzio” tra Londra e l’Unione Europea e l’addio al programma Erasmus sembrano essere due dei fattori che nei prossimi anni contribuiranno a disincentivare gli studenti dall’Europa, spingendoli verso altre destinazioni.

Nonostante le preoccupazioni di accademici e staff universitario, secondo cui “rimane inspiegabile perché un paese voglia lasciare un programma tanto benefico per i suoi studenti,” il premier Johnson si era dichiarato irremovibile. “L’uscita dal programma Erasmus è stata una scelta dura, ma necessaria,” aveva spiegato la vigilia di Natale scorsa.

Secondo l’Organizzazione Olandese per l’Internazionalizzazione nell’Istruzione (NUFFIC), la Brexit potrebbe rendere l’Olanda una meta ancora più attraente per gli studenti europei. Non solo l’eccellenza accademica di alcune delle istituzioni più rinomate del continente ma anche le agevolazioni economiche e le borse di studio finanziate dall’Unione Europea, potrebbero infatti segnare un lento e graduale spostamento dei flussi migratori studenteschi da Londra alle terre olandesi.

Ad oggi, pare che metà degli studenti europei inizialmente intenzionati a studiare in Inghilterra siano spinti a considerare un altro paese come alternativa. Come racconta una studentessa tedesca ad Euronews: “Il Regno Unito sarebbe stata un’ottima scelta,” ma senza le agevolazioni fiscali del programma Erasmus, i costi diventano proibitivi.

Le università britanniche rimarranno sicuramente istituzioni rinomate e mete ambite, ma l’aumento delle tasse, la sospensione delle agevolazioni e degli aiuti offerti dall’Erasmus e dall’Unione Europea potrebbero renderle inaccessibili per i più.

“E’ tuttavia difficile stabilire con precisione quale impatto avrà la Brexit sul settore educativo olandese,” dichiarano dalla VSNU, ma ad oggi sembra chiaro un lento e graduale cambiamento dei flussi migratori studenteschi in Europa. Secondo i responsabili del programma, lo spirito dell’Erasmus sopravvive e sarà la cooperazione bilaterale tra i paesi e l’offerta di borse di studio a determinare il futuro dell’educazione nei Paesi Bassi come altrove.


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