Da un college all’altro, in UK la mobilità dello studio è ora realtà

Il Governo britannico ha messo a punto un piano che permette agli studenti in caso di cambio di ateneo di portare con sé voti e crediti ottenuti

Da un college all’altro, in UK la mobilità dello studio è ora realtà

 

Fino a qualche anno fa, quando si cominciava un corso di studi in un’università inglese si giungeva poi alla laurea nello stesso ateneo, senza nemmeno farsi venire il dubbio di spostarsi.

Oggigiorno, invece, si sta diffondendo una tendenza diversa: il cambio di università. Una possibilità che avviene il secondo, e in qualche caso più raro, anche all’inizio del terzo anno di corso; una possibilità che sta diventando molto più di un’ipotesi.

Al punto che c’è chi sostiene che esista una specie di “corsa” ad accaparrarsi gli allievi altrui, magari selezionando i migliori e puntando sulle loro qualità. Al di là della presunta “caccia” agli allievi del secondo anno, comunque, è interessante il fatto che stia diventando sempre più semplice passare da un ateneo all’altro.

Le ragioni del cambio possono essere svariate, ad esempio uno studente che all’inizio del corso non si sentiva sicuro e quindi aveva scelto un’università meno impegnativa, può rendersi conto, mese dopo mese, di avere del talento e decidere di mettersi alla prova in un ateneo più rinomato rispetto a quello in cui si trova.

Oppure, chi non è riuscito a trovare un posto nell’università dei suoi sogni per via dei risultati non brillanti dell’A Level, può cercare di ritagliarsi un’occasione nell’anno successivo, tenendo d’occhio gli spazi disponibili e provando a dimostrare, con i suoi voti alla mano, che la valutazione finale della scuola secondaria è stata inferiore alla realtà, magari per motivi di ansia o stress.

Vari scenari, ai quali si aggiunge la poca familiarità degli allievi che giungono dall’estero. Molti di loro, che non sono abituati al sistema scolastico britannico, potrebbero accorgersi nel corso del primo anno di aver scelto un ateneo troppo austero oppure non abbastanza impegnativo e sognare l’opportunità di ricominciare altrove.

Per ognuno di questi studenti in cerca di novità il sottosegretario all’università Jo Johnson ha messo a punto un piano che rende semplice trasferire da un ateneo all’altro i voti e i crediti ottenuti. In questo modo gli esami vengono riconosciuti, la fatica compiuta non si vanifica e gli studenti possono continuare in un ambiente che per varie ragioni ritengono più adatto a loro.

Secondo alcuni esperti, poi, il fatto di potersi spostare durante il corso di studi si trasforma in un incentivo per i giovani, come se si instaurasse una forma di competizione che non è più solo limitata ai compagni di corso e ateneo, ma si estendesse a tutti gli altri studenti che si interessano alle stesse materie e agli stessi temi.

La competizione, spesso, è un motore fondamentale per il successo. In altri paesi come l’Australia, del resto questo passaggio da un’istituzione all’altra è accettato e non determina problemi.

Gli unici ad avere dubbi sono i responsabili del reclutamento degli allievi, che dopo aver faticato ad assicurarsi un adeguato numero di giovani per il primo anno, non possono sedersi sugli allori, perché rischiano che molti delle matricole – magari le migliori – se ne vadano, lasciando i corsi deficitari di studenti e di tasse.

Un ultimo vantaggio, secondo i sostenitori di questo sistema, consiste nel fatto che gli atenei devono fornire ai loro iscritti il massimo della qualità e andare incontro a tutte le esigenze. L’unica via per non perdere il “cliente” e anzi per attrarne di nuovi. Al primo, secondo o terzo anno.


Articolo realizzato in collaborazione con SI-UK, società specializzata nell’assistere studenti internazionali interessati a frequentare l’università UK. Per maggiori informazioni visita il sito www.studyin-uk.com


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