Buckingham College diventa drug-free: chi abusa deve interrompere gli studi

L'università farà firmare un contratto agli studenti che si impegnano a non farne uso, pena l'espulsione senza rimborso

Buckingham College diventa drug-free: chi abusa deve interrompere gli studi

 

Il benessere degli studenti nelle università britanniche è una cosa seria. Per questo esistono team di psicologi che aiutano le matricole a inserirsi e a superare l’ansia degli esami, corsi di mindfulness per evitare lo stress e persino la pet therapy.

L’ultima trovata in questo senso arriva dall’università di Buckingham, che ha annunciato di voler diventare il primo campus del Regno Unito drug-free, ovvero privo della presenza di droghe. Questo significa che costringerà i suoi iscritti a firmare un contratto in cui si impegnano a non assumere sostanze stupefacenti dentro il campus, pena l’espulsione. A lanciare la proposta è stato il rettore del piccolo ateneo, che si trova nel sud est dell’Inghilterra, a cinquanta miglia da Londra e a venti da Oxford.

Sir Anthony Seldon ha dichiarato nelle scorse settimane che le istituzioni scolastiche stanno “fallendo il loro obiettivo con gli allievi, quando si tratta delle droghe”. Per questo ha deciso di intervenire cominciando con l’ateneo che dirige.

A spingerlo a questa diagnosi sono stati i dati pubblicati dal Sunday Times, secondo i quali il numero degli allievi inglesi che hanno avuto contestazioni per l’uso di droghe è aumentato del 42 per cento dal 2015 a oggi. In base alla rivelazione del quotidiano, molti degli studenti colti in fallo fumavano cannabis negli spazi dell’università, quali giardini e appartamenti, ma ci sono stati numerosi casi che hanno coinvolto anche droghe pesanti e circostanze nelle quali la droga veniva assunta in spazi comuni.

Davvero un atteggiamento inaccettabile per il rettore di Buckingham, uno dei pochi atenei privati del Regno Unito, che ha pensato di cambiare strategia e creare il primo campus britannico che sia senza droga. Dal prossimo anno, dunque, chi si iscriverà al “suo” ateneo dovrà firmare un contratto, che lo impegnerà ad evitare la droga e anche i compagni che sembrano interessati ad essa.

Un modo per spingere i giovani a pensare da adulti, secondo sir Seldon, che è anche convinto che le università debbano assolvere il compito di dare una scossa agli allievi se si sentono dei ragazzini. Consumare sostanze stupefacenti nei locali e negli spazi del campus sarà dunque vietato e chi verrà sorpreso a farlo avrà conseguenze pesanti perché verrà allontanato, senza poter nemmeno riavere indietro il denaro che ha pagato per le tasse.

Una strategia che arriva non al cuore ma al portafoglio delle persone (come peraltro spesso si usa fare in Gran Bretagna) per convincerle a prendere una decisione chiara. La nuova regolamentazione è ancora allo studio, ma i responsabili dell’ateneo, che ha circa tremila studenti, sono certi che non ci saranno problemi.

Pensano che un patto iniziale, che invita gli allievi a prendere coscienza delle loro azioni e ad assumersene la responsabilità, sia nettamente più efficace di test antidroga da eseguire a campione. Stratagemmi proposti a volte da presidi e docenti preoccupati, che però infragono la privacy e generano ben altre problematiche.

 


Articolo realizzato in collaborazione con SI-UK, società specializzata nell’assistere studenti internazionali interessati a frequentare l’università UK. Per maggiori informazioni visita il sito www.studyin-uk.com