Mr Order appende la mantella al chiodo. Per John Bercow oggi è l’ultimo giorno di lavoro

Lunedì verrà eletto dai parlamentari il suo successore che dovrà traghettare Westminster verso le elezioni del 12 dicembre

Mr Order appende la mantella al chiodo. Per John Bercow oggi è l’ultimo giorno di lavoro

 

John Bercow, per tutti Mr Order, oggi lascia l’House of Commons dopo aver deciso qualche settimana fa di appendere la mantella nera al chiodo e di dimettersi dalla carica di speaker. Lascia dopo dieci anni di carriera risultando il secondo speaker più longevo della storia del parlamento britannico dopo Edward FitzRoy che ha rivestito il suolo per 15 anni dal 1928 al 1943.

Proprio oggi, 31 ottobre festa di Halloween, è il suo ultimo giorno di lavoro e rimarrà in carica ancora per tutta la giornata in vista di passare il testimone al suo prossimo successore che verrà eletto già nella giornata di lunedì.

Bercow è indubbiamente uno dei personaggi che più di ogni altro ha fatto la storia in questo particolare periodo storico, al pari degli altri attori: i primi ministri Theresa May e Boris Johnson, del leader dell’opposizione Jeremy Corbyn, dell’antieuropeista per eccellenza Nigel Farage e di Dominic Cummings, lo stratega della Brexit. Ma, a differenza di tutti gli altri, Mr Order ha dato quel pizzico di humour inglese che a livello internazionale non è passato per nulla inosservato.

In Italia i suoi sketch sono stati tradotti e reinterpretati da uno dei più celebri doppiatori, Fabio Calenza, mettendo così alla berlina la più antica democrazia del mondo, che già di per sé aveva perso molto del suo tradizionale appeal per via dei continui rimandi nell’uscire dall’Unione Europea.

Ma a parte l’aspetto goliardico volutamente interpretato da John Bercow, il suo è stato un ruolo chiave durante tutti i dibattiti e le decisioni prese dal Parlamento nel corso degli ultimi anni, a partire proprio dal celebre referendum del giugno 2016.

Prima di tutto perché è riuscito sempre a offrire una parità di vedute equilibrando gli interventi tra maggioranza e opposizione, o meglio tra brexiters ed europeisti, in un momento in cui la chiarezza di informazioni era al primo posto tra le richieste effettuate dagli elettori.

Poi perché ha preso anche importanti decisioni interpretando in un certo senso l’umore britannico verso determinate situazioni internazionali, come quando scelse di non invitare il presidente Donald Trump a parlare a Westminster durante la sua visita a Londra nello scorso mese di giugno, ricevendo anche aspre critiche dai Conservatori, suoi compagni di partito.

Chi succederà a Mr Order, a partire da lunedì, avrà sicuramente un compito molto difficile da portare avanti, soprattutto nel cercare di dare continuità a quell’equilibrio fortamente voluto da John Bercow e difeso a suon di battute e citazioni, in particolar modo ora che si è entrati nel vivo della campagna elettorale per il rinnovo del Governo con voto fissato il 12 dicembre

Ma anche nell’offrire nuovi spunti di buon umore nell’antica aula di Westminster dove negli ultimi tempi le uniche note di colore erano giunte esclusivamente dalle scintillanti cravatte  indossate proprio da mr Bercow diventando un altro suo segno distintivo.


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