Il Regno Unito al voto europeo all’ombra della Brexit

Seggi aperti oggi fino alle 22. Il Brexit Party di Farage favorito nei sondaggi, mentre si avvicinano le dimissioni per Theresa May

Il Regno Unito al voto europeo all’ombra della Brexit

 

Al via oggi la prima giornata di elezioni europee. È il Regno Unito a fare da apripista, tra i primi paesi membri (insieme solo all’Olanda) chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento europeo.

Urne aperte nel paese dunque dalle 7 alle 22 (ora locale), per eleggere 73 deputati all’Europarlamento. Ma per molti britannici il voto europeo non è altro che una sorta di “secondo voto” sulla Brexit.

Il grande favorito per la vittoria è infatti il “Brexit Party” di Nigel Farage – leader euroscettico e “padre” della Brexit – largamente in testa ai sondaggi con il 37%. Lanciato poco meno di un mese fa, il “partito per la Brexit” promette di portare avanti il divorzio con l’Ue il più presto possibile nel rispetto della democrazia e volontà di quella parte del popolo britannico che nel giugno del 2016 votò per uscire dall’Unione Europea.

Oggi, a tre anni di distanza dal quel referendum, il paese si ritrova in una situazione paradossale: non solo è ancora membro dell’Unione Europea, ma è ora costretto ad eleggere i propri rappresentanti a Strasburgo. Il governo di Theresa May, incapace fino ad ora di scendere a compromessi con gli stessi membri ribelli del proprio partito su modalità e termini della Brexit, si prepara quindi ad una inevitabile batosta: gli ultimi sondaggi di ieri danno i Tory al 7%, un risultato a dir poco disastroso.

Male anche per i labouristi di Jeremy Corbyn. Quest’ultimo, incapace sin dai tempi del referendum di prendere una posizione chiara in merito alla Brexit, è visto come la causa principale della crescente impopolarità del partito, fermo al 13%. Molte preferenze sarebbero “slittate” verso i liberal-democratici (partito europeista attualmente al 18%) e i Verdi, il partito ambientalista.

Per la premier Theresa May, queste elezioni segnano molto probabilmente la fine dei suoi giorni a Downing Street: solo ieri sera, a poche ore dall’apertura dei seggi, May ha sofferto l’ennesima dimissione (la 36esima del suo governo) di uno dei suoi ministri ed è scampata ad un’altra rivolta interna al partito.

Per permettere lo svolgimento delle elezioni, l’ipotesi delle dimissioni è stato rimandata a venerdì o, in ultima istanza, a domenica, quando i risultati del voto europeo parleranno da soli.

@Agostinimea


Brexit, attualità, cronaca, lavoro eventi.  Il meglio delle notizie di Londra Italia in una email settimanale da non perdere. Iscriviti ora, è gratis.